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Comitato per la riforma elettorale
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7 Tel. 347 9470152 E mail: nino.luciani@alice.it
Membri
del Comitato: Prof. NINO LUCIANI (Centro Studi l'Impegno Politico dei
Cattolici) Avv. UGO SCURO (MILLE. Movimento per l 'Italia Libera nella Libera
Europa) Dott. FRANCESCO TASSONE (Movimento meridionale Calabria) Dott. PAOLO
MAJOLINO (Cattolici per l'Italia) -- RAFFAELE LO IODICE (Movimento Meridionale Puglia)
Dott. ANGELO SANDRI (Democrazia Cristiana) -- Prof. MASSIMO GRISOLIA (Democrazia
Italiana) -- Dott. ERMINDO CORAZZA (Rinnovamento Popolare) Dott. DOMENICO
IANNANTUONI (Partito per il Sud) Dott. PIERO PIROVANO (Solidarietà) Dott.
ROBERTO GENTILI (Forza Roma) -- Arch. MASSIMO BONECHI (Società Ambiente Qualità)
Dott. FULVIO LORENZETTI (Movimento Alternativa per l'Italia) Dott. GAETANO TROPEANO
(Movimento Democratici "Liberi e Forti" -- Avv GIOVANNI VISCONTI (Partito della
Terra) Dott. ANTONIO SABELLA (Italia Moderata) Dott. FRANCO REMONDINO
(PPE-Italia) Dott. ALBERTO DE MAIO (Movimento per il Centro Unito) On. Prof.
PUBLIO FIORI (Rifondazione Democristiana) -- Cav. Dott. ANTONIO MORETTI (Coerenza
Democratica)
Presidente del Comitato Per la Riforma
Elettorale - Prof. NINO LUCIANI |
Il COMITATO promotore della
nuova elettorale, costituito a Bologna il 27 marzo 2007, aperto a nuove adesioni al
Comitato e disponibile al confronto con le altre forze, ha approvato una proposta di legge
elettorale. Questa proposta vuole:
1) l'elezione diretta del Presidente del Consiglio, con modifica della
Costituzione. Il motivo è eliminare la contraddizione attuale tra la volontà degli
elettori di scegliere direttamente il Presidente del Consiglio (la legge vigente dispone
che sia indicato il candidato Premier) e la vecchia Costituzione che ancora richiede la
successiva fiducia al Governo, da parte del Parlamento, cosicché subito dopo le elezioni
può cadere il Governo, in contrasto con la sovranità popolare espressa.
2) la proporzionalità, con sbarramento del 2%, per l'elezione dei
membri del Parlamento. Il motivo è ricostruire il "centro moderato e
interclassita" nello schieramento politico italiano, dopo il vuoto che si è formato
dal 1992-94, in seguito alla caduta della DC e del PSI.MOTIVAZIONI
La proposta vuole chiudere la fase di transizione dalla
prima alla seconda Repubblica. Precisamente:
a) vuole eliminare la contraddizione attuale tra la volontà degli elettori
di scegliere direttamente il Presidente del Consiglio (la legge vigente dispone che sia
indicato il candidato Premier) e la Costituzione che ancora richiede la successiva fiducia
al Governo, da parte del Parlamento, cosicché subito dopo le elezioni può cadere il
Governo. E capitato a Berlusconi nel gennaio 1995, a Prodi nel 1998, e adesso sta
avvenendo di nuovo a Prodi, pur avendo una maggioranza, sia pur risicata. Questa fase
dovrebbe essere chiusa adeguando la Costituzione alla maturità della coscienza popolare;
b) vuole colmare al centro dello schieramento politico italiano, il vuoto che
si è formato dal 1992-94, in seguito alla caduta della DC e del PSI, i partiti che
tradizionalmente svolgevano la mediazione inter-classista. Oggi i partiti di centro,
riemersi nel frattempo, sono caduti in ostaggio dentro due, rispettive, grandi coalizioni
"bipolari" di appartenenza.
IL TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE
(da approvare con modifiche costituzionali e con legge ordinaria)
1.- ELEZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
a) Il Presidente del Consiglio è eletto a suffragio universale diretto, tra
i candidati che hanno ottenuto la nomina a candidato nelle elezioni primarie. Qualora
nessun candidato ottenga la maggioranza assoluta, si passa al ballottaggio tra i due più
votati. Non è eleggibile chi abbia già svolto due mandati consecutivi. Il Premier nomina
e revoca i Ministri, che sono insediati, subordinatamente alla fiducia delle Camere.
b) L'art. 90, comma 2 della Costituzione si applica anche al Presidente del
Consiglio.
c) Elezioni primarie. Tre mesi prima delle elezioni del
Presidente del Consiglio, sono fatte, in base a disposizioni di legge, le elezioni
primarie per scegliere i candidati a Premier. Le
candidature possono essere presentare, con un rispettivo programma, da partiti e
associazioni annotate all'Ufficio del Pubblico Registro
c) Ottiene la nomina a candidato, per ogni rispettivo partito o associazione, chi abbia
ottenuto il maggior numero di voti, purchè il rispettivo partito o associazione abbia
ottenuto più del 10% dei voti degli elettori di almeno 5 Regioni.
2.- NUOVI DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Le leggi e gli atti del Governo, aventi forza di legge,
possono essere rinviati preventivamente alla Corte Costituzionale, per il parere di
costituzionalità, dal Capo dello Stato di propria iniziativa o su richiesta di 1/3 di una
delle Camere o di 5 Consigli Regionali. In caso di parere negativo non ha luogo la
promulgazione.
3.- ELEZIONE DEL PARLAMENTO
a) Il parlamento è eletto
a suffragio universale con riparto dei seggi, tra i partiti, proporzionalmente a voti
ottenuti, al netto di uno sbarramento del 2% dei voti elettorali sia per il partito che si
presenti da solo, sia per la coalizione.
b) La partecipazione dei partiti alle elezioni non richiede firme di
presentazione.
c) Il diritto di voto include la possibilità di esprimere una
preferenza
d) Rimborso delle spese elettorali dei partiti . I partiti hanno diritto al
rimborso delle spese elettorali, proporzionalmente ai voti riportati. Nel caso di partiti
federati presentatisi in unica lista o in coalizione, il partito che esca dalla
federazione o dalla coalizione perde il diritto al rimborso fin dall'origine.
Bologna 27 marzo 2007 |
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|
CONFERENZA NAZIONALE
|
LEGGE ELETTORALE:
STATO DI ATTUAZIONE DELLA RIFORMA IN ITALIA |
|
A Bologna, viale Risorgimento 2
sabato 1 dicembre 2007, ore 10,30
Facoltà di Ingegneria, Aula Magna al 2° piano
APERTA AI DOCENTI E CITTADINI
Saluto
del Preside Prof. Pier Paolo DIOTALLEVI |
Relatori: |
- Prof. Giovanni
GUZZETTA, Presidente Nazionale del Comitato per i Referendum elettorali, Ordinario di
diritto costituzionale allUniversità di Roma "Tor Vergata"; |
|
- Prof. Luigi
MELICA, Ordinario di diritto costituzionale allUniversità di Lecce; |
|
- Prof. Andrea
MORRONE, Ordinario di diritto costituzionale allUniversità di Bologna; |
|
- Prof. Sergio
BELARDINELLI, Ordinario di sociologia allUniversità di Bologna. |
Governo: |
Dr. Paolo NACCARATO,
SottoSegretario di Stato al Ministero per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme
istituzionali, Delegato per la legge elettorale. |
Invitato: |
Mons. Dott. Oreste
LEONARDI, Delegato Episcopale per i rapporti con le realtà temporali |
| Moderatore: Dr.
Nuccio FAVA, Presidente della Sezione Italiana dellAssociazione dei Giornalisti
Europei |
BREVE INTRODUZIONE AL TEMA
Una legge elettorale proporzionale, in una REPUBBLICA
SEMI-PRESIDENZIALE ?
For a proportional electoral bill, but in a "HALF-PRESIDENTIAL" REPUBLIC ?
1.- La
conferenza vuole verificare lo stato di attuazione delle riforma elettorale in Italia. Ma
sia consentito chiedere che venga esaminata anche la proposta del Comitato per la riforma elettorale,
promosso dal nostro Centro studi nel marzo 2007, e ricevuto dal Governo il 1 giugno 2007.
Esso pone preliminarmente il problema della attualità dell'attuale quadro costituzionale,
in cui collocare la nuova legge.
In premessa, ricordo che stiamo assistendo allo scioglimento di Forza Italia
(FI) per volontà del suo fondatore.
Questo fatto crea oggettivamente il problema di riempire un nuovo
"vuoto al centro" (dopo quello formatosi in Italia nel 1992-94 per la scomparsa
"politica della Demcrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano). Ciò rende
storicamente essenziale una nuova legge elettorale per regolarne il riempimento, in
aggiunta alla importanza che essa già ha per sanare il defìcit di governabilità
scaturito dalle elezioni del 2006.
2.- Le varie proposte di legge elettorale da destra e da sinistra, evocate in relazione al
deficit di governabilità dal 2006, ragionano allinterno dellattuale
costituzione di "repubblica parlamentare", in cui il governo vive se ha la
fiducia delle camere.
Ma questo scenario si scontra con la impraticabilità storica, in Italia, di
creare un "bipolarismo elettorale" che sia anche un "bipolarismo
programmatico omogeneo", in cui i cittadini scelgono la "maggioranza" già
al momento delle elezioni. Questo è dovuto all'eccesso di diversità regionali dal
Nord al Sud, alle diverse storie delle popolazioni dItalia (lunità
nazionale ha solo 150 anni) e, forse, della impreveggenza dei politici.
Ma è anche vero che lItalia del dopo guerra è cresciuta culturalmente. Ci sono,
poi, dei forti movimenti sindacali nazionali e ci sono le Regioni già ben consolidate.
Sono baluardi determinanti, in caso di pericolo per la democrazia politica. Pertanto, per
garantire "governi di legislatura", una soluzione sensata è una repubblica
"semi-presidenziale".
Cè, poi, la circostanza che la legge vigente vuole, già nelle
elezioni, che sia indicato il candidato Premier. Ma, poiché la Costituzione richiede la
successiva fiducia del Parlamento, si crea una contraddizione, per cui può cadere di
nuovo il Governo. Questa fase dovrebbe essere chiusa adeguando la Costituzione alla
maturità della coscienza popolare e alla legge.
Se si facesse una opzione in senso "semi-presidenziale, i problemi di un accordo
sulla legge elettorale sarebbero molto facilitati. Per il riempimento del nuovo
"vuoto al centro", ma anche per la ricostruzione dellunità di "tutto
il centro", si potrebbe fare una legge proporzionale, aperta "ai piccoli
partiti, anche perché il risveglio della politica nasce dal basso.
3.- La proposta del Comitato per la riforma elettorale è la seguente:
a) una repubblica "semi-presidenziale" e precisamente lelezione
diretta del Capo del Governo, bilanciata da relativi maggiori poteri di garanzia
costituzionale al Capo dello Stato (si veda la proposta). Inoltre il potere di sciogliere le Camere dovrebbe rimanere prerogativa del
Capo dello Stato.
b) una legge elettorale proporzionale con una soglia di sbarramento relativamente
bassa, labolizione della raccolta delle firme, la possibilità di "una"
preferenza alle candidature, il finanziamento dei soli Gruppi parlamentari che, dopo le
elezioni, si vanno a formare in parlamento con un numero di componenti non minore del 10%
della camera di appartenenza.4.- Rispetto a questi
obiettivi, i REFERENDUM vanno sostenuti perché, solo se si rompe la cordata di quelli che
sostengono la legge elettorale attuale, ci potrà essere spazio per discutere in
parlamento le varie proposte di riforma. NINO LUCIANI |
|
1.
The aim of the conference is a check of the state of accomplishment of the electoral
reform in Italy. In the hope that the proposal (see proposta ) of the Committee for the
Electoral Reform, carefully prepared by our Study Center in March 2007, and received by
the Government on June 1st, 2007, be considered and examined. This proposal is for a
preliminary examination of the constitutional frame, in which to place the electoral bill.
As a preliminary remark, I remind that We are now watching the end of Forza
Italia (FI) for open will of its founder.
Such event as a matter of fact generates the problem of filling the new
center vacuum (after the center vacuum produced in Italy during
1992-1994 as a consequence of the political disappearance of the Democrazia Cristiana and
the Partito Socialista Italiano). That vacuum center makes historically
essential a new electoral bill to adjust such filling. Further, the electoral bill is
relevant to heal the lack of governance consequent to the 2006 elections.
*
2.- All the electoral bill proposals, designed to alleviate the lack of governance started
in 2006, hold in the presence of the present constitution of parliamentary
republic, where the Government rules only if it is trusted by the two Chambers.
Such a landscape in Italy is against the historical impracticability to
realize an electoral bipolarism which be also an homogeneous
programmatic bipolarism, where the voters choose the majority at the
moment of the elections. This is due to the excess of the regional differences between
North and South, of the different histories of Italian populations (national unity is only
150 years old) and maybe of the lack of foresight of the politicians.
But it is also true that after the World
War II Italy has grown culturally . Further, there are strong national trade unions and
well consolidated Regions. These are relevant bulwarks in the case of danger for the
political democracy. Therefore, to get legislature long governments a judicious solution
for Italy is a half-presidential republic.
It also happens that the law in force dictates that the Premier candidate be
indicated at the moment of the elections. But the Italian Constitution requires the
subsequent confidence of the Parliament, and this fact creates a danger which may lead to
the fall of the Government. This stage should be closed by conforming the Chart to the
maturity of the popular consciousness and the Law.
The problems connected with an agreement on the Electoral Bill would be greatly alleviated
if an option in the semi-presidential direction would be taken. A proportional bill, open
to the small parties (because the revival of the politics is born of the base), would
allow the filling of the new center vacuum and also the rebuilding of the
unity of the all center.
3.- The proposal of the Committee for the Electoral Reform is:
a) a half-presidential republic, in detail the direct
election of the Premier, balanced by corresponding greater power of constitutional
warranty to the State Chief (see the proposta). The power to dissolve the Parliament
should remain a prerogative of the State Chief.
b) a proportional Electoral Bill with a relatively low barrage,
suppression of the signatures collection, the possibility of a "one" choice
between the candidates, financial support supplied only to the Parliaments Groups
that after the elections consist of at least 10% of the Chamber to which they belong.
4. In view of these goals the REFERENDUMS organized by prof. GUZZETTA an SEGNI should be
supported, because (even if with some risk) only if the trust of those who support the
present electoral bill is dissolved there will be the possibility to discuss the proposals
for its reform in the Parliament. NINO LUCIANI |
|
CONFERENZA NAZIONALE
|
LEGGE ELETTORALE:
STATO DI ATTUAZIONE DELLA RIFORMA IN ITALIA |
|
A Bologna, viale Risorgimento 2
sabato 1 dicembre 2007, ore 10,30
Facoltà di Ingegneria, Aula Magna al 2° piano
APERTA AI DOCENTI E CITTADINI
Saluto
del Preside Prof. Pier Paolo DIOTALLEVI |
Relatori: |
- Prof. Giovanni
GUZZETTA, Presidente Nazionale del Comitato per i Referendum elettorali, Ordinario di
diritto costituzionale allUniversità di Roma "Tor Vergata"; |
|
- Prof. Luigi
MELICA, Ordinario di diritto costituzionale allUniversità di Lecce; |
|
- Prof. Andrea
MORRONE, Ordinario di diritto costituzionale allUniversità di Bologna; |
|
- Prof. Sergio
BELARDINELLI, Ordinario di sociologia allUniversità di Bologna. |
Governo: |
Dr. Paolo NACCARATO,
SottoSegretario di Stato al Ministero per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme
istituzionali, Delegato per la legge elettorale. |
Invitato: |
Mons. Dott. Oreste
LEONARDI, Delegato Episcopale per i rapporti con le realtà temporali |
| Moderatore: Dr.
Nuccio FAVA, Presidente della Sezione Italiana dellAssociazione dei Giornalisti
Europei |
BREVE INTRODUZIONE AL TEMA
Una legge elettorale proporzionale, in una REPUBBLICA
SEMI-PRESIDENZIALE ?
For a proportional electoral bill, but in a "HALF-PRESIDENTIAL" REPUBLIC ?
1.- La
conferenza vuole verificare lo stato di attuazione delle riforma elettorale in Italia. Ma
sia consentito chiedere che venga esaminata anche la proposta del Comitato per la riforma elettorale,
promosso dal nostro Centro studi nel marzo 2007, e ricevuto dal Governo il 1 giugno 2007.
Esso pone preliminarmente il problema della attualità dell'attuale quadro costituzionale,
in cui collocare la nuova legge.
In premessa, ricordo che stiamo assistendo allo scioglimento di Forza Italia
(FI) per volontà del suo fondatore.
Questo fatto crea oggettivamente il problema di riempire un nuovo
"vuoto al centro" (dopo quello formatosi in Italia nel 1992-94 per la scomparsa
"politica della Demcrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano). Ciò rende
storicamente essenziale una nuova legge elettorale per regolarne il riempimento, in
aggiunta alla importanza che essa già ha per sanare il defìcit di governabilità
scaturito dalle elezioni del 2006.
2.- Le varie proposte di legge elettorale da destra e da sinistra, evocate in relazione al
deficit di governabilità dal 2006, ragionano allinterno dellattuale
costituzione di "repubblica parlamentare", in cui il governo vive se ha la
fiducia delle camere.
Ma questo scenario si scontra con la impraticabilità storica, in Italia, di
creare un "bipolarismo elettorale" che sia anche un "bipolarismo
programmatico omogeneo", in cui i cittadini scelgono la "maggioranza" già
al momento delle elezioni. Questo è dovuto all'eccesso di diversità regionali dal
Nord al Sud, alle diverse storie delle popolazioni dItalia (lunità
nazionale ha solo 150 anni) e, forse, della impreveggenza dei politici.
Ma è anche vero che lItalia del dopo guerra è cresciuta culturalmente. Ci sono,
poi, dei forti movimenti sindacali nazionali e ci sono le Regioni già ben consolidate.
Sono baluardi determinanti, in caso di pericolo per la democrazia politica. Pertanto, per
garantire "governi di legislatura", una soluzione sensata è una repubblica
"semi-presidenziale".
Cè, poi, la circostanza che la legge vigente vuole, già nelle
elezioni, che sia indicato il candidato Premier. Ma, poiché la Costituzione richiede la
successiva fiducia del Parlamento, si crea una contraddizione, per cui può cadere di
nuovo il Governo. Questa fase dovrebbe essere chiusa adeguando la Costituzione alla
maturità della coscienza popolare e alla legge.
Se si facesse una opzione in senso "semi-presidenziale, i problemi di un accordo
sulla legge elettorale sarebbero molto facilitati. Per il riempimento del nuovo
"vuoto al centro", ma anche per la ricostruzione dellunità di "tutto
il centro", si potrebbe fare una legge proporzionale, aperta "ai piccoli
partiti, anche perché il risveglio della politica nasce dal basso.
3.- La proposta del Comitato per la riforma elettorale è la seguente:
a) una repubblica "semi-presidenziale" e precisamente lelezione
diretta del Capo del Governo, bilanciata da relativi maggiori poteri di garanzia
costituzionale al Capo dello Stato (si veda la proposta). Inoltre il potere di sciogliere le Camere dovrebbe rimanere prerogativa del
Capo dello Stato.
b) una legge elettorale proporzionale con una soglia di sbarramento relativamente
bassa, labolizione della raccolta delle firme, la possibilità di "una"
preferenza alle candidature, il finanziamento dei soli Gruppi parlamentari che, dopo le
elezioni, si vanno a formare in parlamento con un numero di componenti non minore del 10%
della camera di appartenenza.4.- Rispetto a questi
obiettivi, i REFERENDUM vanno sostenuti perché, solo se si rompe la cordata di quelli che
sostengono la legge elettorale attuale, ci potrà essere spazio per discutere in
parlamento le varie proposte di riforma. NINO LUCIANI |
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1.
The aim of the conference is a check of the state of accomplishment of the electoral
reform in Italy. In the hope that the proposal (see proposta ) of the Committee for the
Electoral Reform, carefully prepared by our Study Center in March 2007, and received by
the Government on June 1st, 2007, be considered and examined. This proposal is for a
preliminary examination of the constitutional frame, in which to place the electoral bill.
As a preliminary remark, I remind that We are now watching the end of Forza
Italia (FI) for open will of its founder.
Such event as a matter of fact generates the problem of filling the new
center vacuum (after the center vacuum produced in Italy during
1992-1994 as a consequence of the political disappearance of the Democrazia Cristiana and
the Partito Socialista Italiano). That vacuum center makes historically
essential a new electoral bill to adjust such filling. Further, the electoral bill is
relevant to heal the lack of governance consequent to the 2006 elections.
*
2.- All the electoral bill proposals, designed to alleviate the lack of governance started
in 2006, hold in the presence of the present constitution of parliamentary
republic, where the Government rules only if it is trusted by the two Chambers.
Such a landscape in Italy is against the historical impracticability to
realize an electoral bipolarism which be also an homogeneous
programmatic bipolarism, where the voters choose the majority at the
moment of the elections. This is due to the excess of the regional differences between
North and South, of the different histories of Italian populations (national unity is only
150 years old) and maybe of the lack of foresight of the politicians.
But it is also true that after the World
War II Italy has grown culturally . Further, there are strong national trade unions and
well consolidated Regions. These are relevant bulwarks in the case of danger for the
political democracy. Therefore, to get legislature long governments a judicious solution
for Italy is a half-presidential republic.
It also happens that the law in force dictates that the Premier candidate be
indicated at the moment of the elections. But the Italian Constitution requires the
subsequent confidence of the Parliament, and this fact creates a danger which may lead to
the fall of the Government. This stage should be closed by conforming the Chart to the
maturity of the popular consciousness and the Law.
The problems connected with an agreement on the Electoral Bill would be greatly alleviated
if an option in the semi-presidential direction would be taken. A proportional bill, open
to the small parties (because the revival of the politics is born of the base), would
allow the filling of the new center vacuum and also the rebuilding of the
unity of the all center.
3.- The proposal of the Committee for the Electoral Reform is:
a) a half-presidential republic, in detail the direct
election of the Premier, balanced by corresponding greater power of constitutional
warranty to the State Chief (see the proposta). The power to dissolve the Parliament
should remain a prerogative of the State Chief.
b) a proportional Electoral Bill with a relatively low barrage,
suppression of the signatures collection, the possibility of a "one" choice
between the candidates, financial support supplied only to the Parliaments Groups
that after the elections consist of at least 10% of the Chamber to which they belong.
4. In view of these goals the REFERENDUMS organized by prof. GUZZETTA an SEGNI should be
supported, because (even if with some risk) only if the trust of those who support the
present electoral bill is dissolved there will be the possibility to discuss the proposals
for its reform in the Parliament. NINO LUCIANI |
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| AVVERTENZA.
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19
feb-07 RISULTATI della
Conferenza del19 gen. 2007 su "NUOVA LEGGE ELETTORALE"
1
gen-06 CONFERENZA DI
BOLOGNA del 29 ottobre 2005 sul tema: "IL PARTITO NUOVO CHE NON
CE. Sulle possibilità di riaggregare l'area storica dei Cattolici, Laici,
Liberali, Socialdemocratrici e Repubblicani allinterno del PPE. E con quale legge
elettorale". BREVE RESOCONTO |
19
feb-07 "COMITATO
PROMOTORE di NUOVA LEGGE ELETTORALE"- Nuova legge elettorale,
proposta
1
dic-06 Verso il "TERZO
POLO"
( con la nuova DC e gli ex-Alleati Laici ), quale Sezione Italiana del PPE - Partito
Popolare Europeo ? |
1
gen-06 Raffaele CATENA, Il Partito Popolare Europeo: storia ed
evoluzione |
ATTO
COSTITUTIVO DEL CENTRO STUDI
Bologna 9 giugno 2005
Viene eletto come Presidente della riunione il prof. Nino
Luciani e come Segretario il sig. Otello Pacioni. I presenti dichiarano di convenire e
stipulare quanto segue:
PREAMBOLO
I sottoscritti intendono costituire una
associazione politico-culturale avente come finalità quella di operare per lunità
dei Cattolici nel rapporto con i Partiti Politici di ispirazione cristiana e laica.
Lassociazione è al servizio dellItalia, ancorata allinsegnamento
sociale della Chiesa cattolica, aconfessionale, laicamente aperta a quanti accettano di
condividere un comune solidale impegno sociale e culturale.
Appartengono al suo patrimonio ideale un sistema di valori ispirato al primato della
persona, alla dignità di ogni essere umano ed alla sua realizzazione morale e pratica,
alla centralità della famiglia, alla solidarietà, al rispetto della natura in una
visione di sviluppo sostenibile, alletica della responsabilità e della legalità.
Conformemente alla sua ispirazione, fonda il suo ordinamento interno sul rispetto della
sussidiarietà, sulla valorizzazione delle forme di partecipazione e di attività che
rappresentano lautonomo apporto delle realtà europee, nazionali e locali.
1.- E costituita una associazione culturale e politica con la denominazione:
"Verso il Partito Popolare Europeo. Centro Studi per limpegno politico
dei Cattolici", brevemente "C.S.I.P.C.", a tempo
indeterminato con sede provvisoria in Bologna, Via Titta Ruffo n. 7.
2. Lassociazione è composta da persone fisiche, persone giuridiche ed
associazioni non riconosciute ai sensi dellart. 36 c.c., non ha scopo di lucro, ha
carattere culturale e politico, è aperta alle istanze politiche e sociali, in spirito di
servizio alla società civile ed ha come obiettivi prioritari: organizzare studi,
conferenze, informazioni e azioni per:
a) il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche;
b) lunità dei cattolici nella difesa dei diritti naturali (FAMIGLIA, SCUOLA,
EDUCAZIONE, GIOVANI, VECCHI, AMMALATI, BENI PRIMARI);
c) la convergenza dei partiti di ispirazione cristiana e laica verso la costruzione della
Sezione Italiana del Partito Popolare Europeo (PPE);
d) il sostegno di una nuova legge elettorale a carattere proporzionale per la formazione
della rappresentanza parlamentare dei partiti, nellambito di condizioni che
assicurino la governabilità di legislatura dei singoli Paesi e dellUnione Europea.
In subordine, qualora sia vigente una legge maggioritaria, il sostegno ad elezioni
primarie, allinterno della coalizione dei partiti, per la individuazione del
candidato unico della coalizione allinterno del collegio elettorale uninominale, o
del partito della coalizione da presentare nel collegio proporzionale.
e) la promozione e la diffusione: 1) della democrazia e della tolleranza nellambito
della laicità degli Stati; 2) delliniziativa economica privata e
dellintervento dello Stato nelleconomia, in un corretto equilibrio che
garantisca lo sviluppo delleconomia, il lavoro per tutti i cittadini; 3) della
tutela delle condizioni fondamentali di vita e dignità umana di tutte le persone; 4)
della pace internazionale sotto la guida dellOrganizzazione delle Nazioni Unite
(ONU).
3. Lazione del Centro è svolta nel quadro dei principi e valori delle
Costituzioni Italiana e ed Europea e dellONU.
4. Il Centro adotta come insegna un logo costituito da Giovanna DArco a
cavallo, che ha la visione del simbolo dellUnione Europea con dentro lo scudo
crociato, segno delle sue radici cristiane.
5. In prima riunione i soci fondatori, che al momento costituiscono anche il
Consiglio Direttivo, eleggono Presidente il Prof. NINO LUCIANI e Vice Presidente
lAvv. Michele PREZIOSI.
Bologna 9 giugno 2005
SEGUONO LE FIRME
ISCRIZIONI AL CENTRO STUDI
I cittadini italiani e stranieri che
desiderano iscriversi al Centro Studi devono farne richiesta libera al Presidente,
scrivendo all'indirizo di posta elettronica: nino.luciani@alice.it . La quota sociale è di 10 all'anno.
STATUTO del CENTRO STUDI
DENOMINAZIONE OBIETTIVI
Art. 1.- E costituita una associazione culturale e politica con la denominazione:
"Verso il Partito Popolare Europeo. Centro Studi per limpegno politico dei
Cattolici", brevemente " C.S.I.P.C.", a tempo indeterminato con sede
provvisoria in Bologna, Via Titta Ruffo n. 7.
Art. 2) Lassociazione è composta da persone fisiche, persone giuridiche ed
associazioni non riconosciute ai sensi dellart. 36 c.c., non ha scopo di lucro, è
aperta alle istanze politiche e sociali, in spirito di servizio alla società civile ed
ha, come obiettivi prioritari, fare studi, conferenze, informazioni e azioni per
promuovere:
a) il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche;
c) lunità dei cattolici nel rapporto con i partiti di ispirazione cristiana e
laica, aventi come riferimento lInternazionale Democristiana;
d) la convergenza dei partiti di ispirazione cristiana e laica verso la costruzione della
Sezione Italiana del Partito Popolare Europeo (PPE);
e) il sostegno di una nuova legge elettorale di carattere proporzionale per la formazione
della rappresentanza parlamentare dei partiti, e tuttavia nellambito di condizioni
che assicurino la governabilità di legislatura dei singoli Paesi e dellUnione
Europea. In subordine, qualora sia vigente una legge maggioritaria, il sostegno ad
elezioni primarie, allinterno della coalizione dei partiti, per la individuazione
del candidato unico della coalizione allinterno del collegio elettorale uninominale,
o del partito della coalizione da presentare nel collegio proporzionale.
f) la promozione e la diffusione: 1) della democrazia e della tolleranza nellambito
della laicità degli Stati; 2) delliniziativa economica privata e
dellintervento dello Stato nelleconomia, in un corretto equilibrio che
garantisca lo sviluppo delleconomia, il lavoro per tutti i cittadini; 3) della
tutela delle condizioni fondamentali di vita e dignità umana di tutte le persone; 4)
della pace internazionale sotto la guida dellONU (Organizzazione delle Nazioni
Unite).
Art. 3. Lazione del Centro è svolta nel quadro dei principi e valori delle
Costituzioni Italiana ed Europea e dellONU.
Art. 4) I soci concorrono con il loro contributo associativo, culturale ed economico alla
vita del Centro Studi.
Lassociazione attribuisce la qualifica di socio a tutti coloro che partecipano alla
vita associativa , ne accettano lo Statuto e i Regolamenti recando con continuità il loro
contributo. I soci rinnovano ogni anno la loro iscrizione , liberamente senza nessun
vincolo. Il numero dei soci è illimitato e possono iscriversi tutte le persone, che ne
fanno esplicita richiesta scritta al Consiglio Direttivo.
Sulla domanda di iscrizione e di adesione allAssociazione si pronuncia, previa
verifica dellesistenza dei requisiti indicati dallo Statuto e dai regolamenti, il
Consiglio Direttivo.
I soci dovranno versare il contributo sociale annuale al momento della iscrizione al
Centro Studi.
Lassociato si considera dimissionario quando :
a) non ottemperi alle disposizioni del presente Statuto o alle delibere
dellAssemblea dei soci; b) il socio che in qualunque maniera arrechi danni morali
e/o materiali al Centro Studi sarà passibile di espulsione. La decisione sarà presa dal
Consiglio Direttivo a maggioranza assoluta;
c) non abbia provveduto al versamento della quota annuale.
Il socio può recedere in qualsiasi momento, tramite comunicazione di dimissioni al
Consiglio Direttivo.
I soci che compongono lassociazione si distinguono in: SOCI FONDATORI, coloro i
quali si sono riuniti per la prima volta per dare origine allassociazione; SOCI
EFFETTIVI, coloro i quali risultano regolarmente iscritti allassociazione e in
regola col versamento della quota annuale; SOCI ONORARI, coloro i quali lAssemblea
dei Soci , su proposta del Consiglio Direttivo ha deliberato di considerare appartenenti
al Centro Studi per motivi o meriti " speciali " ; esonerandoli dal pagamento
della quota associativa annuale.
Art. 5) Lassociazione è retta dai seguenti organi: a) lAssemblea dei soci; b)
il Consiglio Direttivo; c) il Presidente Onorario; c) Il Presidente.
ASSEMBLEA DEI SOCI
Art. 6) Lassemblea dei soci è organo deliberante del Centro Studi. Lassemblea
si riunisce almeno una volta allanno ed è convocata dal Presidente o su richiesta
di almeno 1/3 dei soci effettivi.
Art.7) Le assemblee vengono convocate tramite comunicazioni del Presidente. Gli avvisi di
convocazione delle assemblee devono avvenire con almeno 7 giorni di anticipo, specificando
il luogo, la data e lora di convocazione, comunicando anche lordine del giorno
dei lavori.
Lassemblea è valida in prima e unica convocazione con almeno 5 membri. A tale scopo
ogni socio dispone di un voto che può essere delegato.
Ciascun socio può rappresentare, tramite delega, solo un socio.
Art. 8) Lassemblea riunita elegge, a maggioranza, un Presidente della riunione, al
quale è demandato il controllo del regolare svolgimento dei lavori, la verifica
dellapprovazione o il rifiuto delle mozioni presentate e la stesura di apposito
verbale.
Art. 9a ) Lassemblea a maggioranza semplice ( metà dei presenti più uno ) :
- approva il bilancio preventivo e consuntivo;
- discute e approva i programmi di massima delle attività della associazione ;
- designa i soci cui affidare lo svolgimento di particolari attività in seno al Centro
Studi;
- fissa la quota associativa annuale;
- elegge ad ogni scadenza o in caso di dimissioni il Presidente e i membri del Consiglio
Direttivo;
- delibera su ogni argomento di ordinaria amministrazione che non compete al Consiglio
Direttivo .
9b ) Inoltre, con la presenza dei 3/4 degli aventi diritto al voto e lapprovazione
di almeno la metà dei presenti, delibera su ogni questione istituzionale, normativa e
patrimoniale inerente la vita del Centro Studi ; delibera le modifiche da apportare allo
Statuto.
9c) delibera la liquidazione o lo scioglimento del Centro Studi con il voto favorevole
espresso di almeno i 3/4 dei soci aventi diritto al voto.
Art. 10) Hanno diritto di partecipazione alle assemblee tutti i soci iscritti, aventi
almeno un mese di iscrizione.
CONSIGLIO DIRETTIVO e PRESIDENTE
Art 11) Il Consiglio Direttivo è composto dai soci fondatori, dal Presidente e da 3
membri eletti dallAssemblea dei soci. Qualora dimissionario o non partecipante alle
riunioni per un anno senza giusta motivazione, il socio fondatore può essere dichiarato
decaduto ed al suo posto subentra il primo dei non eletti.
Art. 12) I membri eletti durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Il Consiglio
Direttivo elegge nel suo seno il Presidente ed il Segretario Verbalizzante e Tesoriere. Il
Consiglio può attribuire compiti specifici a membri del Consiglio e nomina un
VicePresidente col compito di sostituire il Presidente in caso di impedimento, e comunque
di convocare lassemblea per la nomina del nuovo Presidente in caso di impedimento
permanente.
Art. 13) I compiti del Consiglio direttivo sono :
a) deliberare sui programmi di attività annuale sulla base degli indirizzi dati
dallassemblea ; b) controllare i bilanci preventivi e consuntivi e proporre la quota
associativa annuale;
c) approva liscrizione dei soci ;
d) predisporre lordine del giorno per lassemblea generale e dare esecuzioni
alle delibere di questultima;
e) assegnare i compiti ai suoi membri ;
Art. 14) Il Consiglio direttivo si riunisce su convocazione del Presidente ogni qualvolta
che questultimo lo ritenga necessario o quando sia richiesto da almeno tre membri
del Consiglio stesso. La riunione è valida se sono presenti almeno 3 membri.
Art. 15) Il Presidente ha la legale rappresentanza, quindi non sarà investito della
rappresentanza dei singoli associati, ma rappresenterà lassociazione stessa come
organo necessario nei rapporti con gli associati e con terzi. Il Presidente può compiere
atti di ordinaria amministrazione; gli atti compiuti oltre tali limiti non sono riferibili
agli associati e debbono quindi considerarsi non suscettibili di produrre qualsiasi
effetto nei loro confronti.
La funzione di Presidente Onorario sarà attribuita dallAssemblea, su proposta del
Consiglio Direttivo, a personalità di alto prestigio morale.
La responsabilità del Presidente che abbia agito in nome e per conto del Centro Studi
continua anche dopo la cessazione dellincarico e può essere convenuta in giudizio
in via principale e diretta , senza che sia necessario escutere in precedenza il
patrimonio comune.
Il Presidente ed il Vice durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Il Presidente è responsabile dellattuazione degli scopi del Centro Studi. Stipula
eventuali contratti e firma la corrispondenza dispositiva che impegna comunque il Centro
Studi. Garantisce il rispetto delle norme statutarie.
Art. 16) Il Vice Presidente coadiuva correntemente il Presidente. In particolare ha i
seguenti compiti : provvede al tesseramento e allaggiornamento del libro dei soci ;
cura la stesura dei verbali.
Art. 17) Il Tesoriere del Centro Studi ha i seguenti compiti:
- predisporre lo schema del bilancio preventivo e consultivo che il Presidente propone
allesame dellassemblea ;
- aggiorna i libri e i documenti contabili e fiscali in uso;
- cura la registrazione delle entrate e il pagamento delle spese autorizzate;
- è responsabile del libro cassa e di tutti i documenti che specificatamente riguardano
il servizio affidatogli ;
Art. 18) Per quanto riguarda cose non previste dal presente statuto, valgono le norme del
Codice Civile e le leggi in materia. Per tutte le norme non previste dalle leggi e dallo
statuto valgono le decisioni prese dallassemblea a maggioranza assoluta dei
partecipanti.
Art. 19) con la sottoscrizione del presente statuto se ne accettano tutti i suoi punti da
parte dei sottoscritti stessi. Lo stesso vale per i nuovi iscritti per il fatto di essere
ammessi allassociazione, previa lettura dello Statuto e dei Regolamenti.
Art. 20) Lassociazione è impegnata a collegarsi con tutti gli altri centri o enti
con uguali finalità culturali e politiche.
Art. 21) Al finanziamento delle attività dellAssociazione si provvede con le quote
di iscrizione o di adesione, con oblazioni o donazioni volontarie, con sottoscrizioni o
attività organizzative e negoziali, con gli apporti patrimoniali e finanziari di cui
lAssociazione è titolare o può divenirlo.
Art.22) Il Centro diffonde le proprie posizioni culturali e politiche su un giornale
elettronico da costituire.
Art.23) Il Centro assume come proprio logo Giovanna dArco*, in cui si ipotizza abbia
la visione dellUnione Europea, fondata su radici cristiane, idealmente simbolizzate
dalla croce.
Bologna 9 giugno 2005
*) Giovanna d'Arco (Domrémy 1412 - Rouen 1431), eroina nazionale e santa protettrice
della Francia, riunificò il paese e contribuì a risollevarne le sorti durante la guerra
dei Cent'anni.
Figlia di contadini, a tredici anni Giovanna cominciò a sentire voci celesti, talvolta
accompagnate da visioni dell'arcangelo Michele, di santa Caterina e di santa Margherita.
Agli inizi del 1429, quando gli inglesi avevano quasi occupato la città di Orléans, le
"voci" la esortarono a correre in aiuto del Delfino, il futuro Carlo VII, re di
Francia, temporaneamente estromesso dalla successione al trono a favore dei sovrani
inglesi. Giovanna gli si presentò come inviata da Dio con la missione di salvare la
Francia e, dopo essere stata interrogata da un gruppo di teologi che si convinsero della
sua buona fede, riuscì a farsi affidare il comando di un esercito. In abiti da soldato e
impugnando una bandiera bianca su cui era raffigurato Dio nell'atto di benedire il
fiordaliso, lo stemma reale francese, Giovanna soprannominata la Pulzella
d'Orléans riportò una clamorosa vittoria sugli inglesi.
Sebbene Giovanna avesse riunificato la Francia sotto il regno di Carlo, mettendo fine alle
pretese egemoniche inglesi, lo stesso Carlo si oppose ad altre campagne contro il nemico.
Fu quindi senza l'aiuto del re che Giovanna, nel 1430, condusse un'operazione militare
contro gli inglesi a Compiègne, vicino a Parigi. Durante quella missione venne catturata
dai borgognoni, che la vendettero ai loro alleati inglesi, senza che Carlo VII
intervenisse in suo soccorso. Condotta a Rouen davanti a un tribunale ecclesiastico, le
venne intentato un processo per eresia e stregoneria. Dopo quattordici mesi
d'interrogatorio, Giovanna fu accusata di atti illeciti per aver indossato abiti maschili
nonché di eresia per aver creduto di poter rendere conto direttamente a Dio invece che
alla Chiesa cattolica romana. Condannata a morte, salì al rogo il 30 maggio. Venticinque
anni dopo la sua morte, la Chiesa riaprì l'inchiesta e Giovanna fu riconosciuta
innocente. Nel 1920 papa Benedetto XV la proclamò santa.
Alla figura di Giovanna d'Arco si ispirarono numerosi artisti e scrittori: Friedrich von
Schiller nella Pulzella d'Orléans (1801); Charles Péguy in Giovanna d'Arco (1897) e Il
mistero della carità di Giovanna d'Arco (1910); George Bernard Shaw in Santa Giovanna
(1923); Jean Anouilh in L'allodola (1953). Il compositore francese Arthur Honegger le
dedicò l'oratorio Giovanna d'Arco al rogo, eseguito per la prima volta nel 1938. Nel
cinema Giovanna d'Arco è stata celebrata da registi quali Dreyer, Rossellini, Bresson e
Rivette. (FONTE: Enciclopedia Encarta).
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