MINISTRO PADOAN SEMBRA ORIENTATO A CHIEDERE RIFORMA VECCHIO TRATTATO DI MAASTRICHT, 1992, DA CUI E' NATO ATTUALE EURO

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Centro studi per l'
.IMPEGNO Politico dei CATTOLICI

Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7

.
NINO LUCIANI, Direttore responsabile*
Tel  347 9470152 - E-mail : nino.luciani@alice.it, http://scritti scelti -

  * Professore Ordinario di Scienza delle Finanze, Università di Bologna

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Nino Luciani

Keywords: politica, economia, finanza, sanità, scuola, università, storia nome DC, pace, religioni, partiti, scelte pubbliche

Comité de Patronage: Basile Michele, Bassoli Alberto, Catena Raffaele, Cavina Maria Vittoria, Crespi Adua, Luciani Nino,
Marchetti Leonardo, Musghi Pierluigi , Pacioni Otello, Preziosi Michele, Pulvirenti Antonino, Ricci Vincenzo

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Tag: Alessi, Fontama, DC storica, convegno 4 luglio 2015 a Bologna, tribunale civile di Roma, assemblea soci DC, art. 20 codice civile, via Marzabotto 24 Bologna
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Università:

Normativa
aggiornata
al 2014

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A. Alessi,
Dal Tribunale civile di Roma: sulla DC

Ma speranza rimane ultima DEA

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Riforma del titolo V Costituzione

Abolizione Regioni;
e Province ?

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Nunzio. Galantino,
Cattolici
e vita
pubblica

Commento di G. Cantelli

G.Cantelli,
La seconda profezia di Gramsci sui cattolici

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Convegno

Argomenti:

1.- Organi e articolazione interna
2.- Reclutamento.
3.- Qualità del sistema universitario e della ricerca
4.- Stato giuridico ed economico di professori e ricercatori
5.- Diritto allo studio
6.- Corsi e classi di laurea e di laurea magistrale.

A. Alessi,
Il Tribunale civile di Roma sentenzia la nullità del Consiglio Nazionale
della DC del 2012: di fatto impedisce alla DC di riorganizzarsi.
___________
MA RIMANE UN VELO DI SPERANZA per LA CONVOCAZIONE DELLA ASSEMBLEA NAZIONALE DEI SOCI

Nino Luciani
 
Il Governo Renzi verso la
riforma delle Regioni
e delle Province ?
La strada è quella giusta,
in vista del drastico ridimensionamento
del settore pubblico "inutile"
e della pressione fiscale, con un corretto federalismo amminitsrativo e fiscale


N. Galantino: Per "un vero confronto tra i cattolici stessi e tra essi e le altre culture sulle nuove questioni della democrazia: dalle nuove scienze e le loro conseguenze pratiche, alle nuove emergenze sociali".

G. Cantelli

Gramsci scriveva su l' "Ordine Nuovo" del 1 nov. 1919 all'indomani della fondazione del Partito Popolare: "Il cattolicesimo riappare, alla luce della storia, ma quanto modificato, ma quanto " riformato...".

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ARTICOLI

..COMITATO, VILLA MIANI

Anno 2015

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Resoconto
Incontro a Bologna, sabato 4 luglio 2015 per delega a fare domanda,
al Tribunale civile, di convocare l'assemblea sei soci della DC storica.

 1) TUTTI gli interventi sono andati nella direzione di voler procedere per la raccolta delle firme, per la domanda alla magistratura di convocare l'assemblea dei soci della DC storica, ai sensi dell'art. 20, comma 2 del codice civile-

E' noto che il Tribunale di Roma ha annullato il XIX, e non e' possibile convocare subito un congresso, applicando lo Statuto, in quanto non esistono piu' le sezioni, da cui partire per i vari congressi provinciali, regionali, nazionale.
E' stato di grande significato un messaggio scritto, dell'On. Dott. Gianni Fontana, che e' riportato al termine di questo resoconto.
L'On. Dott. Mario Tassone (CDU) ha inviato un messaggio di attenzione.

 2) E' stato molto discusso a quale Tribunale inoltrare la domanda, e sono emerse due tesi:

a) doversi fare l'istanza al Tribunale di Roma, in quanto la DC storica (tuttora esistente giuridicamente, secondo la Suprema Corte di Cassazione, dicembre 2010) aveva sede a Roma, in base all'atto costitutivo, mai modificato;

b) potersi adire altro Tribunale (Bari), in quanto la DC e' una "associazione non riconosciuta", di cui all'art. 36 del codice civile, e sono ammesse eccezioni (art. 19, del codice di procedura civile) che, tuttavia, secondo altri, non sono applicabili nel caso de quo.

c) E' stata approvata alla unanimita' la seguente:

Mozione LUCIANI-BONALBERTI-SABELLA

a) doversi continuare a raccogliere le firme, con possiblita' di adire sia a Roma, sia a Bari (e quindi di dare la delega per l'una e per l'altra);

b) fare la domanda alla magistratura, appena si raggiunge il quorum delle firme;

c) le firme valide per la domanda sono quelle dei soci che hanno fatto la autocerficazione per partecipare al XIX Congresso (sia pur annullato);

c) Per quanto riguarda la partecipazione alla assemblea dei soci (se, e quando il Tribunale la convochera'), saranno invitati TUTTI gli iscritti nel 1992 o in altro anno valido (vale dire anche quelli che nel 2012 non avevano fatto la autocertificazione per il XIX Congresso).

Cliccando su modulo, si può scaricare il testo per la delega a fare la domanda,  da restituire appena possibile.

 4) Al termine Alberto Alessi ha dato l'adesione di massima alla GRANDE AGGREGAZIONE CENTRISTA (Popolari, .... ecc.) movimentata da Ettore Bonalberti,  da alcuni mesi.

  ____________________

Messaggio di Gianni Fontana:

Verona, 3. Luglio 2015

Caro Nino, stimato e apprezzato amico,

ragioni di carattere familiare mi impediscono di essere domani a Bologna con tutti gli amici che con te hanno contribuito a dar vita a codest’assemblea. Sono dispiaciuto e ti prego di conteggiarmi come attivamente presente a questo rinnovato e nobile tentativo di riportare alla ribalta politica italiana il movimento politico dei cattolici.

Ti sarò altresì grato se vorrai portare il mio saluto caloroso e fraterno ad Alberto Alessi, Ettore Bonalberti, Raffaele Lisi, Emilio Cugliari e a tutti i presenti dei quali porto con me volto e cuore con cui avete, tanto generosamente, concorso alla celebrazione del 19° congresso della Democrazia Cristiana.

La gravità della crisi etica, economica e sociale oggi morde in termini ancor più devastanti di tre anni fa. La questione al fondo di tutte le altre sarebbe quella di rifare la forma della politica, ma la fatica dei contendenti sembra quotidianamente consumarsi nell’assillo di "fare le riforme": il cantiere è insonne.

Accade così che, sul versante sociale risulta incontrastata, se non addirittura favorita, la tendenza degli interessi più forti a chiudersi in vigorosi assetti corporativi, mentre su quello istituzionale si va dispiegando tutto l’impegno della politica in termini di bulimia riformatrice. Ed è proprio su questo versante che vengono assestati i colpi più maldestri: se i conati di riforma della legge elettorale e quelli appunto istituzionali, a partire dal Senato, sono mossi piuttosto che da una percezione corretta di domande ed esigenze di cambiamento, dal balordo machiavellismo volta a volta praticato a destra e a sinistra, la sintesi di questi molteplici attacchi sulle mappe dei meccanismi costituzionali si riassume nell’idea che la stanchezza democratica e l’inettitudine della politica si possano guarire inseguendo la semplificazione delle procedure, la riduzione delle regole e, insomma, incidendo sulla delicata complessità del sistema democratico.

Su questo terreno la sindrome renziana non presenta lacune e rasenta la paranoia. L’idea che governare sia comandare, il fastidio per l’impaccio della dialettica parlamentare, la convinzione che l’investitura popolare sia l’inizio e la fine della geografia democratica, la presunzione di un nesso indiscutibile tra concentrazione del potere ed efficienza delle decisioni, sono, in ultima analisi, la summa del pensiero politico del nostro Presidente del Consiglio.

La virtù della democrazia non si riconosce nell’ansia di rendere più facile il comando e più comodo il potere, ma nella capacità di crescere responsabilità e convinzione così che dal confronto e dal conflitto prenda corpo e consista il sentimento di un’impresa comune, di un impegno corale che è, poi, nella concretezza del divenire sociale, il frutto della libertà dei molti piuttosto che la concessione della libertà dei pochi.

L’alto appello, che ci viene dalle encicliche sociali, di portare al centro la persona umana, è tutto iscritto nel codice del popolarismo. Da quella intuizione, che tentò la sua sorte in un tempo storico ormai remoto, nasce il profilo di una risposta che non si è consumata poiché riguarda, né più né meno, il destino della libertà e della democrazia.

Il talento del popolarismo andrebbe trafficato ora come quello che può ridare fiducia e voglia di futuro ad un contesto sociale che tende a smarrire un’idea di sée declina verso un aggregato di solitudini: come tale corrivo alla tentazione antipolitica e per ciò stesso inerme di fronte agli inganni della politica.

Popolarismo come antidoto al populismo: questa è l’attualità di un’idea purtroppo in esilio dallo scenario politico.

In questo segno rinnovo la mia solidale amicizia con l’auspicio che questa nuova ri-partenza possa godere di più fortuna e successo di quanto, tre anni or sono, seppi fare io.

Vostro Gianni Fontana 

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CONVEGNO PER LA DC STORICA

a Bologna sabato 4 luglio 2015, ore 10,30-16,00
in via Marzabotto 24, presso "Cirrebi" Club

(Vicino a Ospedale Maggiore, Via Emilia Ponente)
(Attenzione: è stato cambiato il luogo: prima, era in via del Porto))

Argomento del  Convegno:
decidere modalità per

CONVOCAZIONE della ASSEMBLEA DEI SOCI DELLA DC STORICA

Raccolta delle firme per la domanda al Tribunale Civile di Roma
di convocare l'assemblea, ai sensi dell'art. 20, c. 2 del Codice Civile

.
LETTERA AI DC


Tutti sono invitati a partecipare. Ci saranno GIANNI FONTANA ed ALBERTO ALESSI.

Cliccando su modulo, si può scaricare il testo per la delega a fare la domanda.

Le motivazioni e i precedenti storici, recenti sono spiegate nella LETTERA sottostante
di LUCIANI, ALESSI, BONALBERTI, CARROZZA, CUGLIARI, LISI .
.
I PARTECIPANTI SONO PREGATI DI DARE PRESTO LA CONFERMA
Cell. 347 9470152. Meglio scrivere a: nino.luciani@alice.it
.

 

 

 

.

.
MAPPA UTILE PER ARRIVARE AL LUOGO DEL CONVEGNO

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.
 

LETTERA di LUCIANI, ALESSI, BONALBERTI, CARROZZA, CUGLIARI, LISI .

Agli AMICI DC:   ALESSI ALBERTO, ARCIERI FRANCESCO, BARBIERI EMERENZIO, BARBUJANI , BARBUTO NICOLA, BIANCHI LEONARDO, BISERNI ENRICO, BOCCHIO ISABELLA, BONALBERTI ETTORE, BUTTIGLIONE VITTORIA, CANTELLI GABRIELE, CARROZZA LORENZO, CATENA RAFFAELE, CORAZZA ERMINDO, CUGLIARI EMILIO, D’AGRÒ LUIGI , DE MAIO ALBERTO, DUCE ALLESSANDRO, EUFEMI MAURIZIO, FIORI PUBLIO, FONTANA GIANNI, GEMELLI NINO, GIANNONE ANTONINO, GRASSI RENATO, GUBERT RENZO, LISI RAFFAELE, LORENZINI ENRICO, LUCCHESE FRANCESCO, MAJOLINO PAOLO, MARABINI VIRGINIANGELO, MINELLI GIAMPIETRO, PELLEGRINO LEO, RIZZI LINO, RUGA PASQUALE, SCALABRIN PALMIRO, SCUTTI ELIO, SGRIGNA LUCIANO, TASSONE MARIO, TOSCANO GIUSEPPE, TUCCI GERARDO, VALENTI VALENTINA, PALUMBO LIDIO.

 - Ad Altri Amici DC interessati

Oggetto:

"Domanda al Tribunale Civile per la convocazione della assemblea dei soci della DC storica, ai sensi dell'art. 20, comma 2 del codice civile".   Incontro, per decidere in merito alla domanda.
Riunione a Bologna, sabato 4 luglio 2015, ore 10,30 in via del Porto 42 (vicino alla stazione ferroviaria)
Si prega di dare subito la risposta circa la propria partecipazione scrivendo a: nino.luciani@alice.it

  Amici DC, e Amici vicini alla DC,

1) in queste settimane e' attesa la sentenza del Tribunale Civile di Roma sulla legittimita' del XIX Congresso della DC, del nov. 2012, che elesse l'On. Avv. Gianni Fontana, quale Segretario Nazionale, e il nuovo Consiglio Nazionale.

Tutto fa pensare alla conferma della Ordinanza del marzo 2013, che sospese gli effetti del Congresso.

 Secondo uno studio di giuristi dell'Ateneo di Bologna, la via che rimane da percorrere e’ la convocazione della Assemblea dei soci della DC, in base all'art. 20, c. 2 del codice civile (considerata la impossibilita', evidenziata dalla accennata Ordinanza, di convocare un Congresso in base allo Statuto, perche' da anni non esistono pi le Sezioni locali).

 A riguardo della validita' del percorso indicato dai giuristi, il Tribunale civile di Roma ha gia' dato una risposta ("necessario il 10% delle firme dell'ultimo elenco disponibile degli iscritti alla DC").

Verso l'obiettivo, un notevole sforzo e' stato fatto, dal settembre scorso, dal Comitato Aldo Moro di Bari, con la raccolta di firme per far domanda al Tribunale locale. Ma essa aveva un termine, che e' stato ripetutamente spostato.

 Dato l'incalzare dei fatti politici nazionali, serve fare il punto della situazione, e fors'anche aggiustare il tiro, per realizzare validamente la condizione posta dal Tribunale di Roma.

Al tempo stesso e', in ogni caso, un atto dovuto (anche per rispetto e riconoscenza) ascoltare, prima, gli amici che fin qui si sono assunti il peso della raccolta.

Soprattutto serve restare uniti, e far tesoro delle eventuali difficolta' incontrate.

 2) Sta, poi, di fatto che in questi mesi e' stata approvata una nuova legge elettorale (ITALICUM) che ammettera' in parlamento pochi partiti: due grandi e, al piu', alcuni partiti minori.

In queste condizioni, riprende interesse fare il punto della situazione sulla diaspora post-congressuale DC, e valutare le possibilita' di riorganizzare la DC, quale grande bacino di raccolta del mondo cattolico e liberale su un programma centrista, considerato che la sentenza della Cassazione ( del 2010), ha dichiarato tuttora in vita la DC storica, giuridicamente.

Si intende farlo anche per un problema di rispetto della verita' storica e di giudizio politico sulle responsabilita' di chi ha lucrato illegittimamente sulla eredita' della DC.

 Vi invitiamo ad un incontro di discussione e proposta comune, a Bologna, il 4 luglio 2015.

Firnati: NINO LUCIANI, ALBERTO ALESSI, ETTORE BONALBERTI, LORENZO CARROZZA, EMILIO CUGLIARI, RAFFAELE LISI.

_________________________*******

NOTA. Si ricorda che, di seguito alla accennata ordinanza del 2013, che sospese gli effetti del XIX congresso della DC del nov. 2012, ebbe luogo una riunione a Roma (6 aprile 2013) convocata da Fontana, per porre il problema del cosa fare dopo, e la soluzione fu indicata nel costruire uno strumento giuridico, che raccogliesse i DC diseredati dal Tribunale, evitandone la ulteriore diaspora, dopo quella post-congressuale.

Non ci fu una soluzione condivisa unanimemente, e tuttora e' in atto una navigazione in ordine sparso.

Si ricordano alcune iniziative, svolte nel dopo:

1) la costituzione di una Associazione politico-culturale Democrazia Cristiana, da parte di Gianni Fontana (luglio 2013);

2) la costituzione del partito della DCN-Democrazia Cristiana Nuova (nov. 2013), da parte di Alberto Alessi e di Nino Luciani;

3) numerose iniziative di aggregazione, su base federale, di piccoli partiti centristi e associazioni, con l'anima verso destra o verso sinistra. Si ricordano i Popolari di Ettore Bonalberti, varie escursioni di Gianni Fontana , e da ultimo (ancora di Gianni Fontana) la costituzione del partito Solidarieta' popolare, unificante 22 associazioni, aperta ai dissidenti della Lega.

Si vuole, infine, ricordare (lo scorso anno) la ricomparsa del CDU di Mario Tassone, in forma indipendente dalla UDC di Casini, vale dire in senso contrario alla aggregazione, seguito da un esperimento di accorpamento di alcune entita' politiche, che e' rimasto indefinito.

3) Queste iniziative furono svolte in concomitanza con una legge elettorale proporzionalista (come risultato della nota sentenza della Cassazione, che casso alcune norme in senso maggioritario del primo Porcellum).

Ma adesso e sopravvenuto l' ITALICUM.

In questo senso, la necessita' di sintesi politico-elettorale e' divenuta un fatto storicamente maturo e, per il mondo cattolico e liberale, farlo con la DC e' il modo piu' appropriato.

 
LETTERA - Ettore Bonalberti, Il punto storico recente.

Sulla sentenza della Cassazione sulla DC.

La Suprema Corte di Cassazione a sezioni riunite il 23.12.2009, con sentenza n.25999, aveva deliberato che :" la DC non è mai stata giuridicamente sciolta".

Nel 2011 partimmo da quel definitivo pronunciamento insieme all'amico Silvio Lega e ad altri "DC non pentiti", per raccogliere le firme dei vecchi consiglieri nazionali DC eletti dall'ultimo XVIII°congresso nazionale della DC del 1989, per l'autoconvocazione dello stesso Consiglio nazionale, dopo che l'ultima presidente di quell'organismo, Rosa Russo Jervolino, nel frattempo passata nei DS, si era resa irreperibile e indisponibile.

Nel Marzo 2012, raggiunta e superata la soglia del terzo degli aventi diritto richiesta dallo Statuto DC per la convocazione del CN, ci riunimmo a Roma e decidemmo di eleggere Gianni Fontana alla segreteria nazionale e Silvio Lega alla presidenza del CN con il compito di convocare il XIX Congresso nazionale.

Lanciammo un pubblico appello ai soci storici della DC chiedendo loro di rinnovare l'iscrizione al partito con l'obiettivo di dare pratica attuazione alla sentenza della Cassazione. Risposero in 1742 persone da tutte le Regioni italiane con le quali nel Novembre 2012 celebrammo il XIX Congresso nazionale della DC, che elesse il nuovo Consiglio nazionale e riconfermò alla segreteria nazionale Gianni Fontana.

Unica motivazione che ci animava era la volontà di ricostruire la storia di un' esperienza politico culturale unica e irripetibile, e di offrire al Paese un contributo alla verità storica sul partito di De Gasperi, Fanfani e Moro.

Non eravamo indifferenti a ciò che era accaduto tra il 1992 -1994 sulle macerie della fine politica della DC e uno studio di una delle più importanti agenzie immobiliari italiane ci aveva informati che i beni immobili appartenuti al partito, miseramente e delittuosamente gestiti da alcuni indegni suoi eredi, superavano il migliaio di miliardi delle vecchie lire.

Naturalmente, com'era facile prevedere e di cui si era già avuto contezza nelle fasi preparatorie del XIX Congresso, ultimati i lavoro congressuali, i soliti "disinteressati" fecero ricorso al Tribunale di Roma che si pronunziò, annullando di fatto i risultati di quell'assise e rimettendo tutto in discussione, fermo restando e inoppugnabile quanto indicato dalla sentenza della Cassazione del 2009.

Seguirono, come sempre accade e non solo tra i democristiani, diverse difficoltà nel reagire alla nuova situazione: ritorni nelle vecchie e confortevoli nicchie di appartenenza, tentativi di dar vita a nuove forma associative più o meno credibili e consistenti, sempre spinti dalla volontà di non disperdere l'esperienza politica dei democratici cristiani. E, intanto, la politica italiana andava avanti sino alla condizione di stallo e di assoluta poca credibilità dei nostri giorni.

Tra i più zelanti e ostinatamente impegnati a dar seguito alla sentenza della suprema corte, il prof Nino Luciani, ordinario all'università di Bologna e il dr Alberto Alessi, figlio di quel grande padre, Giuseppe, che fu iscritto giovanissimo nel PPI di Sturzo e uno dei fondatori proprio nel suo studio di avvocato, nel dicembre 1943, della DC siciliana.

Promotore della prima raccolta di firme nel 2011, da vecchio DC non pentito, non potevo che appoggiare l'ultimo tentativo che, su suggerimento di alcuni giureconsulti bolognesi è avviato, di raccolta delle firme dei soci che avevano confermato l'adesione al partito nel 2012, per chiedere a norma del Codice civile la convocazione da parte del Tribunale di Roma dell'assemblea dei soci DC con l'obiettivo di decidere sul destino futuro del partito mai giuridicamente sciolto.

E' stata così convocata una riunione a Bologna il prossimo 4 Luglio p.v. nella quale decideremo se e come procedere, non già con lo sguardo rivolto all'indietro, ma con il desiderio di concorrere da democratici cristiani alla costruzione del nuovo soggetto politico alternativo al socialismo trasformista renziano e ai populismi estremi.

Ettore Bonalberti www.alefpopolaritaliani.eu www.insiemeweb.net www.don-chisciotte.net

Venezia, 23 Giugno 2015

.EDIZIONI PRECEDENTI

UNIVERSITA'
NORMATIVA AGGIORNATA, SUCCESSIVA ALLA LEGGE 240/2010
Fonte: SERVIZIO STUDI DEL SENATO.
Clicca su: http://www.camera.it/leg17/1049?tema=78&Interventi+per+l%27universit%C3%A0

ARGOMENTI

1.- Organi e articolazione interna
2.- Reclutamento
3.- Qualità del sistema universitario e della ricerca
4.- Stato giuridico ed economico di professori e ricercatori
5.- Diritto allo studio
6.- Corsi e classi di laurea e di laurea magistrale
1.- Organi e articolazione interna

La L. 240/2010 ha delineato indirizzi per la revisione degli statuti delle università statali riguardo a composizione, durata e funzioni degli organi, organizzazione interna. In particolare, ha previsto un limite al mandato del rettore (6 anni, non rinnovabile), che può essere sfiduciato, e l’istituzione presso ogni università del collegio di disciplina, nonchè l'adozione del codice etico. Ha, poi, stabilito che i componenti del nucleo di valutazione devono essere in prevalenza esterni e ha distinto le funzioni di Senato accademico (scientifiche) e Consiglio di amministrazione (gestionali); ha sostituito la figura del direttore amministrativo con quella del direttore generale; ha individuato i dipartimenti quale luogo di raccordo fra ricerca e didattica.

Disposizioni particolari riguardano le università che hanno conseguito stabilità di bilancio e risultati di elevato livello e gli istituti ad ordinamento speciale.

L'art. 7, co. 42-ter, del D.L. 95/2012 ha, poi, disposto una interpretazione autentica in materia di prorogatio dei rettori.

2.- Reclutamento

In materia di reclutamento la L. 240/2010 - i cui interventi hanno fatto seguito a quelli adottati con il D.L. 180/2008 volti, tra l’altro, a subordinare le assunzioni ad una gestione responsabile delle risorse finanziarie e a privilegiare il ricambio generazionale incentivando le assunzioni dei ricercatori - ha previsto:

per professori ordinari ed associati: il previo conseguimento di un'abilitazione scientifica nazionale e la chiamata attraverso selezioni indette dagli atenei. Le procedure per il conferimento dell'abilitazione sono state disciplinate con D.P.R. 222/2011, cui ha fatto seguito il D.M. 76/2012, recante i criteri per la valutazione dei candidati, nonché le modalità di accertamento della qualificazione dei Commissari. Il primo bando è stato pubblicato il 27.7.2012. Il secondo bando è stato pubblicato il 28.1.2013.
per i ricercatori: il superamento di una selezione di ateneo per la stipula di un contratto a tempo determinato, articolato in due tipologie successive; l'eventuale passaggio al ruolo degli associati, previo conseguimento dell'abilitazione.

Ha previsto anche la chiamata di professori di II fascia dal 2011, utilizzando parte delle risorse del FFO. Sono stati dunque adottati il DM 15.12.2011, relativo alle chiamate per il 2011, e il DM 28.12. 2012, relativo alle chiamate per il 2012 e il 2013. Sull'argomento sono intervenuti anche l'art. 1, co. 5, e l'art. 14, co. 2-quater, del D.L. 216/2011, nonchè l'art. 49 del D.L. 5/2012.

Infine, la L. 240 ha ridisciplinato i settori concorsuali (DM 336/2011 e 159/2012), la chiamata diretta di studiosi impegnati all'estero, i contratti per attività di insegnamento, gli assegni di ricerca.

In presenza di determinati vincoli di parentela o affinità fino al IV grado, è vietato partecipare ai reclutamenti.

3.- Qualità del sistema universitario e della ricerca

Con D.P.R. 76/2010 è stato adottato il regolamento concernente l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), argomento sul quale la 7^ Commissione del Senato il 19.4.2011 ha approvato la risoluzione Doc. XXIV, n. 21. Il 7.11.2011 l'ANVUR ha approvato il bando per la valutazione della qualità della ricerca 2004-2010.

La L. 240/2010, al fine di favorire il rilancio di qualità ed efficienza del sistema universitario, ha delegato il Governo, in particolare, ad adottare misure per:

l’introduzione dell'accreditamento periodico di sedi e corsi di studio e l’applicazione di meccanismi premiali nella distribuzione dei fondi (d.lgs. 19/2012).
l’introduzione dell'accreditamento anche per i collegi universitari, cui è subordinato l’accesso ai finanziamenti (d.lgs. 68/2012);
la revisione della disciplina di contabilita' degli atenei (d.lgs. 199/2011 e d.lgs. 18/2012) e l’introduzione del costo standard per studente (d.lgs. 49/2012);
l’attribuzione di una quota del FFO sulla base della valutazione delle politiche di reclutamento (d.lgs. 49/2012) .

Inoltre, sono stati istituiti:

un Fondo di ateneo per la premialità del personale. Per il triennio 2011-2013 - fermo il blocco degli scatti previsto dal D.L. 78/2010 - è, inoltre, disposta l'attribuzione di risorse a professori e ricercatori secondo criteri di merito (per il 2011, ciò è stato disposto con il DM 314/2011);
un Fondo per il merito degli studenti. L'art. 9, co. 3-16, del D.L. 70/2011 ne ha affidato la gestione alla Fondazione per il merito.

Infine:

sono state specificate le misure per la qualita' già previste dal D.L. 180/2008 per la ripartizione di parte dei finanziamenti. Analoghe misure sono state previste per le università non statali;
è stato previsto che gli atenei possano federarsi o fondersi, per razionalizzare l’offerta;
è stata disposta la costituzione di un Comitato nazionale dei garanti per la ricerca;
si è intervenuti in materia di dottorato di ricerca.

Con l'art. 16 del D.L. 112/2008 era stata prevista la possibilità per le università di trasformarsi in fondazioni di diritto privato.

Il 1.2.2012 la 7^ Commissione del Senato ha approvato il documento conclusivo di una indagine conoscitiva sull'eventuale abolizione del valore legale del diploma di laurea. Sullo stesso tema, il 22.3.2012 il MIUR ha avviato una consultazione pubblica, chiusa il 24.4.2012.

4.- Stato giuridico ed economico di professori e ricercatori

La L. 240/2010 ha confermato che il regime di impegno di professori e ricercatori è a tempo pieno o definito e ha introdotto un impegno orario figurativo pari a 1500 ore per il tempo pieno (750 per il tempo definito). Una quota di tale orario, specificamente indicata, è riservata a compiti di didattica e di servizio agli studenti. Sono state disciplinate, inoltre, le incompatibilità, ed introdotti incentivi per la mobilità interuniversitaria.

Per la revisione del trattamento economico è stato emanato il D.P.R. 232/2011. In materia è intervenuto anche l'art. 5, co. 10-ter, del D.L. 95/2012.

La L. di stabilità 2012 (art. 4, co. 78 e 79, L. 183/2011) e l'art. 49 del D.L. 5/2012 sono intervenuti in materia di c.d. anno sabbatico di cui possono fruire professori e assistenti universitari per attività di studio e ricerca.

5.- Diritto allo studio

Sulla base della delega conferita dalla L. 240/2010 a rivedere le norme sul diritto allo studio e a definire i livelli essenziali delle prestazioni (LEP), anche con riferimento ai requisiti di merito ed economici, per assicurare a tutti il conseguimento del successo formativo, è stato emanato il d.lgs. 68/2012.

6.- Corsi e classi di laurea e di laurea magistrale

E' stata abrogata l'equipollenza della laurea in scienze motorie a quella in fisioterapia (L. 63/2011) ed è stata definita la classe di laurea magistrale in restauro dei beni culturali (DM 2 marzo 2011).

Le Camere hanno, inoltre, espresso il parere sugli schemi di DM per l'adeguamento degli ordinamenti del corso di laurea magistrale in giurisprudenza (Atto 227) e del corso di laurea e di laurea magistrale in scienze della difesa e della sicurezza (Atto 355) che, tuttavia, non risultano aver concluso il proprio iter.

La VII Commissione ha, inoltre, esaminato l' A.C. 121, che prevedeva una riserva di posti per i cittadini italiani residenti all'estero ai fini dell'accesso ai corsi a numero programmato. L'esame non si è concluso.

______________________

EDIZIONI PRECEDENTI

Verso la concreta ricostruzione della
GRANDE FAMIGLIA DEI DEMOCRISTIANI

PROGETTO DI CONFEDERAZIONE PARITETICA
Primo passo  concreto sulla via della rinascita della DC storica,
sia pur non in termini giuridici, ma nella sostanza.
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CDU, DCN e FNMRDC

COMUNICATO
Roma 2 aprile 20

   Il giorno 2 aprile 2014 si sono riuniti a Roma, i rappresentanti:
-  del CDU - Cristiani Democratici Uniti,
-  della DCN - Democrazia Cristiana Nuova,
-  della FNMRDC - Federazione Nazionale dei  Movimenti Regionali della Democrazia Cristiana

   per valutare la possibilita' di realizzare una Confederazione Paritetica dei rispettivi Partiti in vista della ricostruzione della GRANDE FAMIGLIA DEI DEMOCRISTIANI, con unico simbolo che sara' definito di comune intesa.
    Le parti valutano positivamente la soluzione prospettata, e aperta a tutti i partiti e movimenti di derivazione democristiana e liberale, disponibili a ritrovarsi per la difesa degli ideali sturziani e degasperiani.

  Gli iscritti ai partiti aderenti alla Confederazione potranno essere titolari della doppia tessera:
- quella del partito da cui si proviene
-  e quella della Confederazione.

   La Confederazione ritiene indifferibile una riforma costituzionale e elettorale che garantisca all'Italia:
  a) governi di durata pari alla legislatura, in sistema di alternanza dei partiti al governo, nell'ambito della repubblica parlamentare;
  b) i diritti del parlamento e il suo buon funzionamento.

   La Confederazione si impegna fin d'ora a mobilitare nel Paese ogni energia per contrastare il disegno costituzionale e la riforma elettorale dell'attuale intesa PD-FI, che cancella pluralismo, rappresentativita' degli eletti e partecipazione, che minacciano la democrazia.
   Per le riforme costituzionali e' necessario procedere con il sistema proporzionale puro in modo da garantire tutte le espressioni politiche del Paese. La polarizzazione dei partiti eletti puo' essere ottenuta in sede parlamentare attraverso incisive modifiche del Regolamento, elevando significativamente la soglia minima per la costituzione dei gruppi parlamentari.


ALBERTO ALESSI, UGO GRIPPO, MARIO TASSONE

 

ATTO COSTITUTIVO DEL CENTRO STUDI
Bologna 9 giugno 2005

   Viene eletto come Presidente della riunione il prof. Nino Luciani e come Segretario il sig. Otello Pacioni. I presenti dichiarano di convenire e stipulare quanto segue:

PREAMBOLO

   I sottoscritti intendono costituire una associazione politico-culturale avente come finalità quella di operare per l’unità dei Cattolici nel rapporto con i Partiti Politici di ispirazione cristiana e laica.
L’associazione è al servizio dell’Italia, ancorata all’insegnamento sociale della Chiesa cattolica, aconfessionale, laicamente aperta a quanti accettano di condividere un comune solidale impegno sociale e culturale.
Appartengono al suo patrimonio ideale un sistema di valori ispirato al primato della persona, alla dignità di ogni essere umano ed alla sua realizzazione morale e pratica, alla centralità della famiglia, alla solidarietà, al rispetto della natura in una visione di sviluppo sostenibile, all’etica della responsabilità e della legalità.
Conformemente alla sua ispirazione, fonda il suo ordinamento interno sul rispetto della sussidiarietà, sulla valorizzazione delle forme di partecipazione e di attività che rappresentano l’autonomo apporto delle realtà europee, nazionali e locali.

  1.- E’ costituita una associazione culturale e politica con la denominazione: "Verso il Partito Popolare Europeo. Centro Studi per l’impegno politico dei Cattolici", brevemente "C.S.I.P.C.", a tempo indeterminato con sede provvisoria in Bologna, Via Titta Ruffo n. 7.
  2. L’associazione è composta da persone fisiche, persone giuridiche ed associazioni non riconosciute ai sensi dell’art. 36 c.c., non ha scopo di lucro, ha carattere culturale e politico, è aperta alle istanze politiche e sociali, in spirito di servizio alla società civile ed ha come obiettivi prioritari: organizzare studi, conferenze, informazioni e azioni per:
a) il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche;
b) l’unità dei cattolici nella difesa dei diritti naturali (FAMIGLIA, SCUOLA, EDUCAZIONE, GIOVANI, VECCHI, AMMALATI, BENI PRIMARI);
c) la convergenza dei partiti di ispirazione cristiana e laica verso la costruzione della Sezione Italiana del Partito Popolare Europeo (PPE);
d) il sostegno di una nuova legge elettorale a carattere proporzionale per la formazione della rappresentanza parlamentare dei partiti, nell’ambito di condizioni che assicurino la governabilità di legislatura dei singoli Paesi e dell’Unione Europea. In subordine, qualora sia vigente una legge maggioritaria, il sostegno ad elezioni primarie, all’interno della coalizione dei partiti, per la individuazione del candidato unico della coalizione all’interno del collegio elettorale uninominale, o del partito della coalizione da presentare nel collegio proporzionale.
e) la promozione e la diffusione: 1) della democrazia e della tolleranza nell’ambito della laicità degli Stati; 2) dell’iniziativa economica privata e dell’intervento dello Stato nell’economia, in un corretto equilibrio che garantisca lo sviluppo dell’economia, il lavoro per tutti i cittadini; 3) della tutela delle condizioni fondamentali di vita e dignità umana di tutte le persone; 4) della pace internazionale sotto la guida dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).
   3. L’azione del Centro è svolta nel quadro dei principi e valori delle Costituzioni Italiana e ed Europea e dell’ONU.
   4. Il Centro adotta come insegna un logo costituito da Giovanna D’Arco a cavallo, che ha la visione del simbolo dell’Unione Europea con dentro lo scudo crociato, segno delle sue radici cristiane.
   5. In prima riunione i soci fondatori, che al momento costituiscono anche il Consiglio Direttivo, eleggono Presidente il Prof. NINO LUCIANI e Vice Presidente l’Avv. Michele PREZIOSI.
Bologna 9 giugno 2005

SEGUONO LE FIRME

ISCRIZIONI AL CENTRO STUDI

   I cittadini italiani e stranieri che desiderano iscriversi al Centro Studi devono farne richiesta libera al Presidente, scrivendo all'indirizo di posta elettronica: nino.luciani@alice.it . La quota sociale è di € 10 all'anno.

 

STATUTO del CENTRO STUDI

DENOMINAZIONE – OBIETTIVI
Art. 1.- E’ costituita una associazione culturale e politica con la denominazione: "Verso il Partito Popolare Europeo. Centro Studi per l’impegno politico dei Cattolici", brevemente " C.S.I.P.C.", a tempo indeterminato con sede provvisoria in Bologna, Via Titta Ruffo n. 7.
Art. 2) L’associazione è composta da persone fisiche, persone giuridiche ed associazioni non riconosciute ai sensi dell’art. 36 c.c., non ha scopo di lucro, è aperta alle istanze politiche e sociali, in spirito di servizio alla società civile ed ha, come obiettivi prioritari, fare studi, conferenze, informazioni e azioni per promuovere:
a) il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche;
c) l’unità dei cattolici nel rapporto con i partiti di ispirazione cristiana e laica, aventi come riferimento l’Internazionale Democristiana;
d) la convergenza dei partiti di ispirazione cristiana e laica verso la costruzione della Sezione Italiana del Partito Popolare Europeo (PPE);
e) il sostegno di una nuova legge elettorale di carattere proporzionale per la formazione della rappresentanza parlamentare dei partiti, e tuttavia nell’ambito di condizioni che assicurino la governabilità di legislatura dei singoli Paesi e dell’Unione Europea. In subordine, qualora sia vigente una legge maggioritaria, il sostegno ad elezioni primarie, all’interno della coalizione dei partiti, per la individuazione del candidato unico della coalizione all’interno del collegio elettorale uninominale, o del partito della coalizione da presentare nel collegio proporzionale.
f) la promozione e la diffusione: 1) della democrazia e della tolleranza nell’ambito della laicità degli Stati; 2) dell’iniziativa economica privata e dell’intervento dello Stato nell’economia, in un corretto equilibrio che garantisca lo sviluppo dell’economia, il lavoro per tutti i cittadini; 3) della tutela delle condizioni fondamentali di vita e dignità umana di tutte le persone; 4) della pace internazionale sotto la guida dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite).
Art. 3. L’azione del Centro è svolta nel quadro dei principi e valori delle Costituzioni Italiana ed Europea e dell’ONU.
Art. 4) I soci concorrono con il loro contributo associativo, culturale ed economico alla vita del Centro Studi.
L’associazione attribuisce la qualifica di socio a tutti coloro che partecipano alla vita associativa , ne accettano lo Statuto e i Regolamenti recando con continuità il loro contributo. I soci rinnovano ogni anno la loro iscrizione , liberamente senza nessun vincolo. Il numero dei soci è illimitato e possono iscriversi tutte le persone, che ne fanno esplicita richiesta scritta al Consiglio Direttivo.
Sulla domanda di iscrizione e di adesione all’Associazione si pronuncia, previa verifica dell’esistenza dei requisiti indicati dallo Statuto e dai regolamenti, il Consiglio Direttivo.
I soci dovranno versare il contributo sociale annuale al momento della iscrizione al Centro Studi.
L’associato si considera dimissionario quando :
a) non ottemperi alle disposizioni del presente Statuto o alle delibere dell’Assemblea dei soci; b) il socio che in qualunque maniera arrechi danni morali e/o materiali al Centro Studi sarà passibile di espulsione. La decisione sarà presa dal Consiglio Direttivo a maggioranza assoluta;
c) non abbia provveduto al versamento della quota annuale.
Il socio può recedere in qualsiasi momento, tramite comunicazione di dimissioni al Consiglio Direttivo.
I soci che compongono l’associazione si distinguono in: SOCI FONDATORI, coloro i quali si sono riuniti per la prima volta per dare origine all’associazione; SOCI EFFETTIVI, coloro i quali risultano regolarmente iscritti all’associazione e in regola col versamento della quota annuale; SOCI ONORARI, coloro i quali l’Assemblea dei Soci , su proposta del Consiglio Direttivo ha deliberato di considerare appartenenti al Centro Studi per motivi o meriti " speciali " ; esonerandoli dal pagamento della quota associativa annuale.
Art. 5) L’associazione è retta dai seguenti organi: a) l’Assemblea dei soci; b) il Consiglio Direttivo; c) il Presidente Onorario; c) Il Presidente.

ASSEMBLEA DEI SOCI
Art. 6) L’assemblea dei soci è organo deliberante del Centro Studi. L’assemblea si riunisce almeno una volta all’anno ed è convocata dal Presidente o su richiesta di almeno 1/3 dei soci effettivi.
Art.7) Le assemblee vengono convocate tramite comunicazioni del Presidente. Gli avvisi di convocazione delle assemblee devono avvenire con almeno 7 giorni di anticipo, specificando il luogo, la data e l’ora di convocazione, comunicando anche l’ordine del giorno dei lavori.
L’assemblea è valida in prima e unica convocazione con almeno 5 membri. A tale scopo ogni socio dispone di un voto che può essere delegato.
Ciascun socio può rappresentare, tramite delega, solo un socio.
Art. 8) L’assemblea riunita elegge, a maggioranza, un Presidente della riunione, al quale è demandato il controllo del regolare svolgimento dei lavori, la verifica dell’approvazione o il rifiuto delle mozioni presentate e la stesura di apposito verbale.
Art. 9a ) L’assemblea a maggioranza semplice ( metà dei presenti più uno ) :
- approva il bilancio preventivo e consuntivo;
- discute e approva i programmi di massima delle attività della associazione ;
- designa i soci cui affidare lo svolgimento di particolari attività in seno al Centro Studi;
- fissa la quota associativa annuale;
- elegge ad ogni scadenza o in caso di dimissioni il Presidente e i membri del Consiglio Direttivo;
- delibera su ogni argomento di ordinaria amministrazione che non compete al Consiglio Direttivo .
9b ) Inoltre, con la presenza dei 3/4 degli aventi diritto al voto e l’approvazione di almeno la metà dei presenti, delibera su ogni questione istituzionale, normativa e patrimoniale inerente la vita del Centro Studi ; delibera le modifiche da apportare allo Statuto.
9c) delibera la liquidazione o lo scioglimento del Centro Studi con il voto favorevole espresso di almeno i 3/4 dei soci aventi diritto al voto.
Art. 10) Hanno diritto di partecipazione alle assemblee tutti i soci iscritti, aventi almeno un mese di iscrizione.

CONSIGLIO DIRETTIVO e PRESIDENTE
Art 11) Il Consiglio Direttivo è composto dai soci fondatori, dal Presidente e da 3 membri eletti dall’Assemblea dei soci. Qualora dimissionario o non partecipante alle riunioni per un anno senza giusta motivazione, il socio fondatore può essere dichiarato decaduto ed al suo posto subentra il primo dei non eletti.
Art. 12) I membri eletti durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Il Consiglio Direttivo elegge nel suo seno il Presidente ed il Segretario Verbalizzante e Tesoriere. Il Consiglio può attribuire compiti specifici a membri del Consiglio e nomina un VicePresidente col compito di sostituire il Presidente in caso di impedimento, e comunque di convocare lassemblea per la nomina del nuovo Presidente in caso di impedimento permanente.
Art. 13) I compiti del Consiglio direttivo sono :
a) deliberare sui programmi di attività annuale sulla base degli indirizzi dati dall’assemblea ; b) controllare i bilanci preventivi e consuntivi e proporre la quota associativa annuale;
c) approva l’iscrizione dei soci ;
d) predisporre l’ordine del giorno per l’assemblea generale e dare esecuzioni alle delibere di quest’ultima;
e) assegnare i compiti ai suoi membri ;
Art. 14) Il Consiglio direttivo si riunisce su convocazione del Presidente ogni qualvolta che quest’ultimo lo ritenga necessario o quando sia richiesto da almeno tre membri del Consiglio stesso. La riunione è valida se sono presenti almeno 3 membri.
Art. 15) Il Presidente ha la legale rappresentanza, quindi non sarà investito della rappresentanza dei singoli associati, ma rappresenterà l’associazione stessa come organo necessario nei rapporti con gli associati e con terzi. Il Presidente può compiere atti di ordinaria amministrazione; gli atti compiuti oltre tali limiti non sono riferibili agli associati e debbono quindi considerarsi non suscettibili di produrre qualsiasi effetto nei loro confronti.
La funzione di Presidente Onorario sarà attribuita dall’Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo, a personalità di alto prestigio morale.
La responsabilità del Presidente che abbia agito in nome e per conto del Centro Studi continua anche dopo la cessazione dell’incarico e può essere convenuta in giudizio in via principale e diretta , senza che sia necessario escutere in precedenza il patrimonio comune.
Il Presidente ed il Vice durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Il Presidente è responsabile dell’attuazione degli scopi del Centro Studi. Stipula eventuali contratti e firma la corrispondenza dispositiva che impegna comunque il Centro Studi. Garantisce il rispetto delle norme statutarie.
Art. 16) Il Vice Presidente coadiuva correntemente il Presidente. In particolare ha i seguenti compiti : provvede al tesseramento e all’aggiornamento del libro dei soci ; cura la stesura dei verbali.
Art. 17) Il Tesoriere del Centro Studi ha i seguenti compiti:
- predisporre lo schema del bilancio preventivo e consultivo che il Presidente propone all’esame dell’assemblea ;
- aggiorna i libri e i documenti contabili e fiscali in uso;
- cura la registrazione delle entrate e il pagamento delle spese autorizzate;
- è responsabile del libro cassa e di tutti i documenti che specificatamente riguardano il servizio affidatogli ;
Art. 18) Per quanto riguarda cose non previste dal presente statuto, valgono le norme del Codice Civile e le leggi in materia. Per tutte le norme non previste dalle leggi e dallo statuto valgono le decisioni prese dall’assemblea a maggioranza assoluta dei partecipanti.
Art. 19) con la sottoscrizione del presente statuto se ne accettano tutti i suoi punti da parte dei sottoscritti stessi. Lo stesso vale per i nuovi iscritti per il fatto di essere ammessi all’associazione, previa lettura dello Statuto e dei Regolamenti.
Art. 20) L’associazione è impegnata a collegarsi con tutti gli altri centri o enti con uguali finalità culturali e politiche.
Art. 21) Al finanziamento delle attività dell’Associazione si provvede con le quote di iscrizione o di adesione, con oblazioni o donazioni volontarie, con sottoscrizioni o attività organizzative e negoziali, con gli apporti patrimoniali e finanziari di cui l’Associazione è titolare o può divenirlo.
Art.22) Il Centro diffonde le proprie posizioni culturali e politiche su un giornale elettronico da costituire.
Art.23) Il Centro assume come proprio logo Giovanna d’Arco*, in cui si ipotizza abbia la visione dell’Unione Europea, fondata su radici cristiane, idealmente simbolizzate dalla croce.
Bologna 9 giugno 2005


*) Giovanna d'Arco (Domrémy 1412 - Rouen 1431), eroina nazionale e santa protettrice della Francia, riunificò il paese e contribuì a risollevarne le sorti durante la guerra dei Cent'anni.
Figlia di contadini, a tredici anni Giovanna cominciò a sentire voci celesti, talvolta accompagnate da visioni dell'arcangelo Michele, di santa Caterina e di santa Margherita. Agli inizi del 1429, quando gli inglesi avevano quasi occupato la città di Orléans, le "voci" la esortarono a correre in aiuto del Delfino, il futuro Carlo VII, re di Francia, temporaneamente estromesso dalla successione al trono a favore dei sovrani inglesi. Giovanna gli si presentò come inviata da Dio con la missione di salvare la Francia e, dopo essere stata interrogata da un gruppo di teologi che si convinsero della sua buona fede, riuscì a farsi affidare il comando di un esercito. In abiti da soldato e impugnando una bandiera bianca su cui era raffigurato Dio nell'atto di benedire il fiordaliso, lo stemma reale francese, Giovanna – soprannominata la Pulzella d'Orléans – riportò una clamorosa vittoria sugli inglesi.
Sebbene Giovanna avesse riunificato la Francia sotto il regno di Carlo, mettendo fine alle pretese egemoniche inglesi, lo stesso Carlo si oppose ad altre campagne contro il nemico. Fu quindi senza l'aiuto del re che Giovanna, nel 1430, condusse un'operazione militare contro gli inglesi a Compiègne, vicino a Parigi. Durante quella missione venne catturata dai borgognoni, che la vendettero ai loro alleati inglesi, senza che Carlo VII intervenisse in suo soccorso. Condotta a Rouen davanti a un tribunale ecclesiastico, le venne intentato un processo per eresia e stregoneria. Dopo quattordici mesi d'interrogatorio, Giovanna fu accusata di atti illeciti per aver indossato abiti maschili nonché di eresia per aver creduto di poter rendere conto direttamente a Dio invece che alla Chiesa cattolica romana. Condannata a morte, salì al rogo il 30 maggio. Venticinque anni dopo la sua morte, la Chiesa riaprì l'inchiesta e Giovanna fu riconosciuta innocente. Nel 1920 papa Benedetto XV la proclamò santa.
Alla figura di Giovanna d'Arco si ispirarono numerosi artisti e scrittori: Friedrich von Schiller nella Pulzella d'Orléans (1801); Charles Péguy in Giovanna d'Arco (1897) e Il mistero della carità di Giovanna d'Arco (1910); George Bernard Shaw in Santa Giovanna (1923); Jean Anouilh in L'allodola (1953). Il compositore francese Arthur Honegger le dedicò l'oratorio Giovanna d'Arco al rogo, eseguito per la prima volta nel 1938. Nel cinema Giovanna d'Arco è stata celebrata da registi quali Dreyer, Rossellini, Bresson e Rivette. (FONTE: Enciclopedia Encarta).

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