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Comitato per la riforma della legge elettorale


Centro studi per l'

IMPEGNO Politico dei CATTOLICI

Foglio elettronico indipendente, Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7
Tel  347 9470152  --   E-mail :
nino.luciani@alice.it

NINO LUCIANI, Direttore responsabile  home page


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Comité de Patronage: Basile Michele, Bassoli Alberto, Catena Raffaele, Cavina Maria Vittoria, Crespi Adua, Luciani Nino,
Marchetti Leonardo, Musghi Pierluigi , Pacioni Otello, Preziosi Michele, Pulvirenti Antonino, Ricci Vincenzo

Keywords: politica, economia, welfare state, sanità, scuola, università, povertà, pace, ONU, religioni, mercato, Stato, Enti locali

Maria Vittoria CAVINA, RISULTATI
della Conferenza  del19 gen. 2007 su "NUOVA LEGGE ELETTORALE"

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ARTICOLI

"COMITATO  PROMOTORE  di una   NUOVA LEGGE  ELETTORALE"- Proposta di legge

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Raffaele CATENA, Il Partito
Popolare Europeo:
storia ed evoluzione

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***

  Comitato per la riforma elettorale
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7 – Tel. 347 9470152 – E mail: nino.luciani@alice.it 

Membri del Comitato:  Prof. NINO LUCIANI (Centro Studi l'Impegno Politico dei Cattolici) – Avv. UGO SCURO (MILLE. Movimento per l 'Italia Libera nella Libera Europa) – Dott. FRANCESCO TASSONE (Movimento meridionale Calabria) – Dott. PAOLO MAJOLINO (Cattolici per l'Italia) -- RAFFAELE LO IODICE (Movimento Meridionale Puglia) – Dott. ANGELO SANDRI (Democrazia Cristiana) -- Prof. MASSIMO GRISOLIA (Democrazia Italiana) -- Dott. ERMINDO CORAZZA (Rinnovamento Popolare) – Dott. DOMENICO IANNANTUONI (Partito per il Sud) – Dott. PIERO PIROVANO (Solidarietà) – Dott. ROBERTO GENTILI (Forza Roma) -- Arch. MASSIMO BONECHI (Società Ambiente Qualità) – Dott. FULVIO LORENZETTI (Movimento Alternativa per l'Italia) – Dott. GAETANO TROPEANO (Movimento Democratici "Liberi e Forti" -- Avv GIOVANNI VISCONTI (Partito della Terra) – Dott. ANTONIO SABELLA (Italia Moderata) – Dott. FRANCO REMONDINO (PPE-Italia) – Dott. ALBERTO DE MAIO (Movimento per il Centro Unito) – On. Prof. PUBLIO FIORI (Rifondazione Democristiana) -- Cav. Dott. ANTONIO MORETTI (Coerenza Democratica)

Presidente del Comitato Per la Riforma Elettorale - Prof. NINO LUCIANI

Proposta di nuova legge elettorale


    Il COMITATO promotore della nuova elettorale, costituito a Bologna il 27 marzo 2007, aperto a nuove adesioni al Comitato e disponibile al confronto con le altre forze, ha approvato una proposta di legge elettorale. Questa proposta vuole:
    1) l'elezione diretta del Presidente del Consiglio, con modifica della Costituzione. Il motivo è eliminare la contraddizione attuale tra la volontà degli elettori di scegliere direttamente il Presidente del Consiglio (la legge vigente dispone che sia indicato il candidato Premier) e la vecchia Costituzione che ancora richiede la successiva fiducia al Governo, da parte del Parlamento, cosicché subito dopo le elezioni può cadere il Governo, in contrasto con la sovranità popolare espressa.
    2) la proporzionalità, con sbarramento del 2%, per l'elezione dei membri del Parlamento. Il motivo è ricostruire il "centro moderato e interclassita" nello schieramento politico italiano, dopo il vuoto che si è formato dal 1992-94, in seguito alla caduta della DC e del PSI.

MOTIVAZIONI

   La proposta vuole chiudere la fase di transizione dalla prima alla seconda Repubblica. Precisamente:
   a) vuole eliminare la contraddizione attuale tra la volontà degli elettori di scegliere direttamente il Presidente del Consiglio (la legge vigente dispone che sia indicato il candidato Premier) e la Costituzione che ancora richiede la successiva fiducia al Governo, da parte del Parlamento, cosicché subito dopo le elezioni può cadere il Governo. E’ capitato a Berlusconi nel gennaio 1995, a Prodi nel 1998, e adesso sta avvenendo di nuovo a Prodi, pur avendo una maggioranza, sia pur risicata. Questa fase dovrebbe essere chiusa adeguando la Costituzione alla maturità della coscienza popolare;
   b) vuole colmare al centro dello schieramento politico italiano, il vuoto che si è formato dal 1992-94, in seguito alla caduta della DC e del PSI, i partiti che tradizionalmente svolgevano la mediazione inter-classista. Oggi i partiti di centro, riemersi nel frattempo, sono caduti in ostaggio dentro due, rispettive, grandi coalizioni "bipolari" di appartenenza.

IL TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE
(da approvare con modifiche costituzionali e con legge ordinaria)

   1.- ELEZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
   a) Il Presidente del Consiglio è eletto a suffragio universale diretto, tra i candidati che hanno ottenuto la nomina a candidato nelle elezioni primarie. Qualora nessun candidato ottenga la maggioranza assoluta, si passa al ballottaggio tra i due più votati. Non è eleggibile chi abbia già svolto due mandati consecutivi. Il Premier nomina e revoca i Ministri, che sono insediati, subordinatamente alla fiducia delle Camere.
  b) L'art. 90, comma 2 della Costituzione si applica anche al Presidente del Consiglio.
  c) Elezioni primarie. Tre mesi prima delle elezioni del Presidente del Consiglio, sono fatte, in base a disposizioni di legge, le elezioni primarie per scegliere i candidati a Premier.  Le candidature possono essere presentare, con un rispettivo programma, da partiti e associazioni annotate all'Ufficio del Pubblico Registro
c) Ottiene la nomina a candidato, per ogni rispettivo partito o associazione, chi abbia ottenuto il maggior numero di voti, purchè il rispettivo partito o associazione abbia ottenuto più del 10% dei voti degli elettori di almeno 5 Regioni.

  2.- NUOVI  DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Le leggi e gli atti del Governo, aventi forza di legge, possono essere rinviati preventivamente alla Corte Costituzionale, per il parere di costituzionalità, dal Capo dello Stato di propria iniziativa o su richiesta di 1/3 di una delle Camere o di 5 Consigli Regionali. In caso di parere negativo non ha luogo la promulgazione.

3.- ELEZIONE DEL PARLAMENTO

    a) Il parlamento è eletto a suffragio universale con riparto dei seggi, tra i partiti, proporzionalmente a voti ottenuti, al netto di uno sbarramento del 2% dei voti elettorali sia per il partito che si presenti da solo, sia per la coalizione.
    b) La partecipazione dei partiti alle elezioni non richiede firme di presentazione.
    c) Il diritto di voto include la possibilità di esprimere una preferenza
   d) Rimborso delle spese elettorali dei partiti . I partiti hanno diritto al rimborso delle spese elettorali, proporzionalmente ai voti riportati. Nel caso di partiti federati presentatisi in unica lista o in coalizione, il partito che esca dalla federazione o dalla coalizione perde il diritto al rimborso fin dall'origine.
Bologna 27 marzo 2007


CONFERENZA NAZIONALE

LEGGE ELETTORALE:
STATO DI ATTUAZIONE DELLA RIFORMA IN ITALIA

A  Bologna, viale Risorgimento 2
sabato 1 dicembre 2007, ore 10,30
Facoltà di Ingegneria, Aula Magna al 2° piano

APERTA AI DOCENTI E CITTADINI

PROGRAMMA

Saluto del Preside Prof. Pier Paolo DIOTALLEVI

Relatori:

- Prof. Giovanni GUZZETTA, Presidente Nazionale del Comitato per i Referendum elettorali, Ordinario di diritto costituzionale all’Università di Roma "Tor Vergata";
- Prof. Luigi MELICA, Ordinario di diritto costituzionale all’Università di Lecce;
- Prof. Andrea MORRONE, Ordinario di diritto costituzionale all’Università di Bologna;
- Prof. Sergio BELARDINELLI, Ordinario di sociologia all’Università di Bologna.

Governo:

Dr. Paolo NACCARATO, SottoSegretario di Stato al Ministero per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme istituzionali, Delegato per la legge elettorale.

Invitato:

Mons. Dott. Oreste LEONARDI, Delegato Episcopale per i rapporti con le realtà temporali
Moderatore: Dr. Nuccio FAVA, Presidente della Sezione Italiana dell’Associazione dei Giornalisti Europei

BREVE INTRODUZIONE AL TEMA

Una legge elettorale proporzionale, in una REPUBBLICA SEMI-PRESIDENZIALE ?
For a proportional electoral bill, but in a "HALF-PRESIDENTIAL" REPUBLIC ?

1.- La conferenza vuole verificare lo stato di attuazione delle riforma elettorale in Italia. Ma sia consentito chiedere che venga esaminata anche la proposta del Comitato per la riforma elettorale, promosso dal nostro Centro studi nel marzo 2007, e ricevuto dal Governo il 1 giugno 2007. Esso pone preliminarmente il problema della attualità dell'attuale quadro costituzionale, in cui collocare la nuova legge.
   In premessa, ricordo che stiamo assistendo allo scioglimento di Forza Italia (FI) per volontà del suo fondatore.
   Questo fatto crea oggettivamente il problema di riempire un nuovo   "vuoto al centro" (dopo quello formatosi in Italia nel 1992-94 per la scomparsa "politica della Demcrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano). Ciò rende storicamente essenziale una nuova legge elettorale per regolarne il riempimento, in aggiunta alla importanza che essa già ha per sanare il defìcit di governabilità scaturito dalle elezioni del 2006.

2.- Le varie proposte di legge elettorale da destra e da sinistra, evocate in relazione al deficit di governabilità dal 2006, ragionano all’interno dell’attuale costituzione di "repubblica parlamentare", in cui il governo vive se ha la fiducia delle camere.
   Ma questo scenario si scontra con la impraticabilità storica, in Italia, di creare un "bipolarismo elettorale" che sia anche un "bipolarismo programmatico omogeneo", in cui i cittadini scelgono la "maggioranza" già al momento delle elezioni. Questo è dovuto all'eccesso di diversità regionali dal Nord al Sud, alle diverse storie delle popolazioni d’Italia (l’unità nazionale ha solo 150 anni) e, forse, della impreveggenza dei politici.   
Ma è anche vero che l’Italia del dopo guerra è cresciuta culturalmente. Ci sono, poi, dei forti movimenti sindacali nazionali e ci sono le Regioni già ben consolidate. Sono baluardi determinanti, in caso di pericolo per la democrazia politica. Pertanto, per garantire "governi di legislatura", una soluzione sensata è una repubblica "semi-presidenziale".
   C’è, poi, la circostanza che la legge vigente vuole, già nelle elezioni, che sia indicato il candidato Premier. Ma, poiché la Costituzione richiede la successiva fiducia del Parlamento, si crea una contraddizione, per cui può cadere di nuovo il Governo. Questa fase dovrebbe essere chiusa adeguando la Costituzione alla maturità della coscienza popolare e alla legge.
Se si facesse una opzione in senso "semi-presidenziale, i problemi di un accordo sulla legge elettorale sarebbero molto facilitati. Per il riempimento del nuovo "vuoto al centro", ma anche per la ricostruzione dell’unità di "tutto il centro", si potrebbe fare una legge proporzionale, aperta "ai piccoli partiti, anche perché il risveglio della politica nasce dal basso.

3.- La proposta del Comitato per la riforma elettorale è la seguente:

a) una repubblica "semi-presidenziale" e precisamente l’elezione diretta del Capo del Governo, bilanciata da relativi maggiori poteri di garanzia costituzionale al Capo dello Stato (si veda la
proposta). Inoltre il potere di sciogliere le Camere dovrebbe rimanere prerogativa del Capo dello Stato.
b) una legge elettorale proporzionale con una soglia di sbarramento relativamente bassa, l’abolizione della raccolta delle firme, la possibilità di "una" preferenza alle candidature, il finanziamento dei soli Gruppi parlamentari che, dopo le elezioni, si vanno a formare in parlamento con un numero di componenti non minore del 10% della camera di appartenenza.

4.- Rispetto a questi obiettivi, i REFERENDUM vanno sostenuti perché, solo se si rompe la cordata di quelli che sostengono la legge elettorale attuale, ci potrà essere spazio per discutere in parlamento le varie proposte di riforma. NINO LUCIANI

1. The aim of the conference is a check of the state of accomplishment of the electoral reform in Italy. In the hope that the proposal (see proposta ) of the Committee for the Electoral Reform, carefully prepared by our Study Center in March 2007, and received by the Government on June 1st, 2007, be considered and examined. This proposal is for a preliminary examination of the constitutional frame, in which to place the electoral bill.
   As a preliminary remark, I remind that We are now watching the end of Forza Italia (FI) for open will of its founder.
   Such event as a matter of fact generates the problem of filling the new “center vacuum” (after the “center vacuum” produced in Italy during 1992-1994 as a consequence of the political disappearance of the Democrazia Cristiana and the Partito Socialista Italiano). That “vacuum center” makes historically essential a new electoral bill to adjust such filling. Further, the electoral bill is relevant to heal the lack of governance consequent to the 2006 elections.

*

2.- All the electoral bill proposals, designed to alleviate the lack of governance started in 2006, hold in the presence of the present constitution of “parliamentary republic”, where the Government rules only if it is trusted by the two Chambers.
    Such a landscape in Italy is against the historical impracticability to realize an “electoral bipolarism” which be also an “homogeneous programmatic bipolarism”, where the voters choose the “majority” at the moment of the elections. This is due to the excess of the regional differences between North and South, of the different histories of Italian populations (national unity is only 150 years old) and maybe of the lack of foresight of the politicians.
   But it is also true that after the World War II Italy has grown culturally . Further, there are strong national trade unions and well consolidated Regions. These are relevant bulwarks in the case of danger for the political democracy. Therefore, to get legislature long governments a judicious solution for Italy is a “half-presidential republic”.
  It also happens that the law in force dictates that the Premier candidate be indicated at the moment of the elections. But the Italian Constitution requires the subsequent confidence of the Parliament, and this fact creates a danger which may lead to the fall of the Government. This stage should be closed by conforming the Chart to the maturity of the popular consciousness and the Law.
The problems connected with an agreement on the Electoral Bill would be greatly alleviated if an option in the semi-presidential direction would be taken. A proportional bill, open to the small parties (because the revival of the politics is born of the base), would allow the filling of the new “center vacuum” and also the rebuilding of the unity of the “all center”.

3.- The proposal of the Committee for the Electoral Reform is:
a) a “half-presidential” republic, in detail the direct election of the Premier, balanced by corresponding greater power of constitutional warranty to the State Chief (see the
proposta). The power to dissolve the Parliament should remain a prerogative of the State Chief.
b) a proportional Electoral Bill with a relatively low barrage, suppression of the signatures collection, the possibility of a "one" choice between the candidates, financial support supplied only to the Parliament’s Groups that after the elections consist of at least 10% of the Chamber to which they belong.


4. In view of these goals the REFERENDUMS organized by prof. GUZZETTA an SEGNI should be supported, because (even if with some risk) only if the trust of those who support the present electoral bill is dissolved there will be the possibility to discuss the proposals for its reform in the Parliament. NINO LUCIANI

 

 


CONFERENZA NAZIONALE

LEGGE ELETTORALE:
STATO DI ATTUAZIONE DELLA RIFORMA IN ITALIA

A  Bologna, viale Risorgimento 2
sabato 1 dicembre 2007, ore 10,30
Facoltà di Ingegneria, Aula Magna al 2° piano

APERTA AI DOCENTI E CITTADINI

PROGRAMMA

Saluto del Preside Prof. Pier Paolo DIOTALLEVI

Relatori:

- Prof. Giovanni GUZZETTA, Presidente Nazionale del Comitato per i Referendum elettorali, Ordinario di diritto costituzionale all’Università di Roma "Tor Vergata";
- Prof. Luigi MELICA, Ordinario di diritto costituzionale all’Università di Lecce;
- Prof. Andrea MORRONE, Ordinario di diritto costituzionale all’Università di Bologna;
- Prof. Sergio BELARDINELLI, Ordinario di sociologia all’Università di Bologna.

Governo:

Dr. Paolo NACCARATO, SottoSegretario di Stato al Ministero per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme istituzionali, Delegato per la legge elettorale.

Invitato:

Mons. Dott. Oreste LEONARDI, Delegato Episcopale per i rapporti con le realtà temporali
Moderatore: Dr. Nuccio FAVA, Presidente della Sezione Italiana dell’Associazione dei Giornalisti Europei

BREVE INTRODUZIONE AL TEMA

Una legge elettorale proporzionale, in una REPUBBLICA SEMI-PRESIDENZIALE ?
For a proportional electoral bill, but in a "HALF-PRESIDENTIAL" REPUBLIC ?

1.- La conferenza vuole verificare lo stato di attuazione delle riforma elettorale in Italia. Ma sia consentito chiedere che venga esaminata anche la proposta del Comitato per la riforma elettorale, promosso dal nostro Centro studi nel marzo 2007, e ricevuto dal Governo il 1 giugno 2007. Esso pone preliminarmente il problema della attualità dell'attuale quadro costituzionale, in cui collocare la nuova legge.
   In premessa, ricordo che stiamo assistendo allo scioglimento di Forza Italia (FI) per volontà del suo fondatore.
   Questo fatto crea oggettivamente il problema di riempire un nuovo   "vuoto al centro" (dopo quello formatosi in Italia nel 1992-94 per la scomparsa "politica della Demcrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano). Ciò rende storicamente essenziale una nuova legge elettorale per regolarne il riempimento, in aggiunta alla importanza che essa già ha per sanare il defìcit di governabilità scaturito dalle elezioni del 2006.

2.- Le varie proposte di legge elettorale da destra e da sinistra, evocate in relazione al deficit di governabilità dal 2006, ragionano all’interno dell’attuale costituzione di "repubblica parlamentare", in cui il governo vive se ha la fiducia delle camere.
   Ma questo scenario si scontra con la impraticabilità storica, in Italia, di creare un "bipolarismo elettorale" che sia anche un "bipolarismo programmatico omogeneo", in cui i cittadini scelgono la "maggioranza" già al momento delle elezioni. Questo è dovuto all'eccesso di diversità regionali dal Nord al Sud, alle diverse storie delle popolazioni d’Italia (l’unità nazionale ha solo 150 anni) e, forse, della impreveggenza dei politici.   
Ma è anche vero che l’Italia del dopo guerra è cresciuta culturalmente. Ci sono, poi, dei forti movimenti sindacali nazionali e ci sono le Regioni già ben consolidate. Sono baluardi determinanti, in caso di pericolo per la democrazia politica. Pertanto, per garantire "governi di legislatura", una soluzione sensata è una repubblica "semi-presidenziale".
   C’è, poi, la circostanza che la legge vigente vuole, già nelle elezioni, che sia indicato il candidato Premier. Ma, poiché la Costituzione richiede la successiva fiducia del Parlamento, si crea una contraddizione, per cui può cadere di nuovo il Governo. Questa fase dovrebbe essere chiusa adeguando la Costituzione alla maturità della coscienza popolare e alla legge.
Se si facesse una opzione in senso "semi-presidenziale, i problemi di un accordo sulla legge elettorale sarebbero molto facilitati. Per il riempimento del nuovo "vuoto al centro", ma anche per la ricostruzione dell’unità di "tutto il centro", si potrebbe fare una legge proporzionale, aperta "ai piccoli partiti, anche perché il risveglio della politica nasce dal basso.

3.- La proposta del Comitato per la riforma elettorale è la seguente:

a) una repubblica "semi-presidenziale" e precisamente l’elezione diretta del Capo del Governo, bilanciata da relativi maggiori poteri di garanzia costituzionale al Capo dello Stato (si veda la
proposta). Inoltre il potere di sciogliere le Camere dovrebbe rimanere prerogativa del Capo dello Stato.
b) una legge elettorale proporzionale con una soglia di sbarramento relativamente bassa, l’abolizione della raccolta delle firme, la possibilità di "una" preferenza alle candidature, il finanziamento dei soli Gruppi parlamentari che, dopo le elezioni, si vanno a formare in parlamento con un numero di componenti non minore del 10% della camera di appartenenza.

4.- Rispetto a questi obiettivi, i REFERENDUM vanno sostenuti perché, solo se si rompe la cordata di quelli che sostengono la legge elettorale attuale, ci potrà essere spazio per discutere in parlamento le varie proposte di riforma. NINO LUCIANI

1. The aim of the conference is a check of the state of accomplishment of the electoral reform in Italy. In the hope that the proposal (see proposta ) of the Committee for the Electoral Reform, carefully prepared by our Study Center in March 2007, and received by the Government on June 1st, 2007, be considered and examined. This proposal is for a preliminary examination of the constitutional frame, in which to place the electoral bill.
   As a preliminary remark, I remind that We are now watching the end of Forza Italia (FI) for open will of its founder.
   Such event as a matter of fact generates the problem of filling the new “center vacuum” (after the “center vacuum” produced in Italy during 1992-1994 as a consequence of the political disappearance of the Democrazia Cristiana and the Partito Socialista Italiano). That “vacuum center” makes historically essential a new electoral bill to adjust such filling. Further, the electoral bill is relevant to heal the lack of governance consequent to the 2006 elections.

*

2.- All the electoral bill proposals, designed to alleviate the lack of governance started in 2006, hold in the presence of the present constitution of “parliamentary republic”, where the Government rules only if it is trusted by the two Chambers.
    Such a landscape in Italy is against the historical impracticability to realize an “electoral bipolarism” which be also an “homogeneous programmatic bipolarism”, where the voters choose the “majority” at the moment of the elections. This is due to the excess of the regional differences between North and South, of the different histories of Italian populations (national unity is only 150 years old) and maybe of the lack of foresight of the politicians.
   But it is also true that after the World War II Italy has grown culturally . Further, there are strong national trade unions and well consolidated Regions. These are relevant bulwarks in the case of danger for the political democracy. Therefore, to get legislature long governments a judicious solution for Italy is a “half-presidential republic”.
  It also happens that the law in force dictates that the Premier candidate be indicated at the moment of the elections. But the Italian Constitution requires the subsequent confidence of the Parliament, and this fact creates a danger which may lead to the fall of the Government. This stage should be closed by conforming the Chart to the maturity of the popular consciousness and the Law.
The problems connected with an agreement on the Electoral Bill would be greatly alleviated if an option in the semi-presidential direction would be taken. A proportional bill, open to the small parties (because the revival of the politics is born of the base), would allow the filling of the new “center vacuum” and also the rebuilding of the unity of the “all center”.

3.- The proposal of the Committee for the Electoral Reform is:
a) a “half-presidential” republic, in detail the direct election of the Premier, balanced by corresponding greater power of constitutional warranty to the State Chief (see the
proposta). The power to dissolve the Parliament should remain a prerogative of the State Chief.
b) a proportional Electoral Bill with a relatively low barrage, suppression of the signatures collection, the possibility of a "one" choice between the candidates, financial support supplied only to the Parliament’s Groups that after the elections consist of at least 10% of the Chamber to which they belong.


4. In view of these goals the REFERENDUMS organized by prof. GUZZETTA an SEGNI should be supported, because (even if with some risk) only if the trust of those who support the present electoral bill is dissolved there will be the possibility to discuss the proposals for its reform in the Parliament. NINO LUCIANI

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                                                                                    INDICE 2007 e 2006

19 feb-07  RISULTATI della
Conferenza  del19 gen. 2007 su "NUOVA LEGGE ELETTORALE"

1 gen-06  CONFERENZA DI BOLOGNA del 29 ottobre 2005 sul tema: "IL PARTITO NUOVO CHE NON C’E’. Sulle possibilità di riaggregare l'area storica dei Cattolici, Laici, Liberali, Socialdemocratrici e Repubblicani all’interno del PPE. E con quale legge elettorale". BREVE  RESOCONTO

19 feb-07  "COMITATO   PROMOTORE  di NUOVA LEGGE ELETTORALE"- Nuova legge elettorale, proposta

1 dic-06  Verso il  "TERZO POLO"
( con la nuova DC e gli ex-Alleati Laici ), quale Sezione Italiana del PPE - Partito Popolare Europeo ?

1 gen-06 Raffaele CATENA, Il Partito Popolare Europeo: storia ed evoluzione

 

ATTO COSTITUTIVO DEL CENTRO STUDI
Bologna 9 giugno 2005

   Viene eletto come Presidente della riunione il prof. Nino Luciani e come Segretario il sig. Otello Pacioni. I presenti dichiarano di convenire e stipulare quanto segue:

PREAMBOLO

   I sottoscritti intendono costituire una associazione politico-culturale avente come finalità quella di operare per l’unità dei Cattolici nel rapporto con i Partiti Politici di ispirazione cristiana e laica.
L’associazione è al servizio dell’Italia, ancorata all’insegnamento sociale della Chiesa cattolica, aconfessionale, laicamente aperta a quanti accettano di condividere un comune solidale impegno sociale e culturale.
Appartengono al suo patrimonio ideale un sistema di valori ispirato al primato della persona, alla dignità di ogni essere umano ed alla sua realizzazione morale e pratica, alla centralità della famiglia, alla solidarietà, al rispetto della natura in una visione di sviluppo sostenibile, all’etica della responsabilità e della legalità.
Conformemente alla sua ispirazione, fonda il suo ordinamento interno sul rispetto della sussidiarietà, sulla valorizzazione delle forme di partecipazione e di attività che rappresentano l’autonomo apporto delle realtà europee, nazionali e locali.

  1.- E’ costituita una associazione culturale e politica con la denominazione: "Verso il Partito Popolare Europeo. Centro Studi per l’impegno politico dei Cattolici", brevemente "C.S.I.P.C.", a tempo indeterminato con sede provvisoria in Bologna, Via Titta Ruffo n. 7.
  2. L’associazione è composta da persone fisiche, persone giuridiche ed associazioni non riconosciute ai sensi dell’art. 36 c.c., non ha scopo di lucro, ha carattere culturale e politico, è aperta alle istanze politiche e sociali, in spirito di servizio alla società civile ed ha come obiettivi prioritari: organizzare studi, conferenze, informazioni e azioni per:
a) il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche;
b) l’unità dei cattolici nella difesa dei diritti naturali (FAMIGLIA, SCUOLA, EDUCAZIONE, GIOVANI, VECCHI, AMMALATI, BENI PRIMARI);
c) la convergenza dei partiti di ispirazione cristiana e laica verso la costruzione della Sezione Italiana del Partito Popolare Europeo (PPE);
d) il sostegno di una nuova legge elettorale a carattere proporzionale per la formazione della rappresentanza parlamentare dei partiti, nell’ambito di condizioni che assicurino la governabilità di legislatura dei singoli Paesi e dell’Unione Europea. In subordine, qualora sia vigente una legge maggioritaria, il sostegno ad elezioni primarie, all’interno della coalizione dei partiti, per la individuazione del candidato unico della coalizione all’interno del collegio elettorale uninominale, o del partito della coalizione da presentare nel collegio proporzionale.
e) la promozione e la diffusione: 1) della democrazia e della tolleranza nell’ambito della laicità degli Stati; 2) dell’iniziativa economica privata e dell’intervento dello Stato nell’economia, in un corretto equilibrio che garantisca lo sviluppo dell’economia, il lavoro per tutti i cittadini; 3) della tutela delle condizioni fondamentali di vita e dignità umana di tutte le persone; 4) della pace internazionale sotto la guida dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).
   3. L’azione del Centro è svolta nel quadro dei principi e valori delle Costituzioni Italiana e ed Europea e dell’ONU.
   4. Il Centro adotta come insegna un logo costituito da Giovanna D’Arco a cavallo, che ha la visione del simbolo dell’Unione Europea con dentro lo scudo crociato, segno delle sue radici cristiane.
   5. In prima riunione i soci fondatori, che al momento costituiscono anche il Consiglio Direttivo, eleggono Presidente il Prof. NINO LUCIANI e Vice Presidente l’Avv. Michele PREZIOSI.
Bologna 9 giugno 2005

SEGUONO LE FIRME

ISCRIZIONI AL CENTRO STUDI

   I cittadini italiani e stranieri che desiderano iscriversi al Centro Studi devono farne richiesta libera al Presidente, scrivendo all'indirizo di posta elettronica: nino.luciani@alice.it . La quota sociale è di € 10 all'anno.

 

STATUTO del CENTRO STUDI

DENOMINAZIONE – OBIETTIVI
Art. 1.- E’ costituita una associazione culturale e politica con la denominazione: "Verso il Partito Popolare Europeo. Centro Studi per l’impegno politico dei Cattolici", brevemente " C.S.I.P.C.", a tempo indeterminato con sede provvisoria in Bologna, Via Titta Ruffo n. 7.
Art. 2) L’associazione è composta da persone fisiche, persone giuridiche ed associazioni non riconosciute ai sensi dell’art. 36 c.c., non ha scopo di lucro, è aperta alle istanze politiche e sociali, in spirito di servizio alla società civile ed ha, come obiettivi prioritari, fare studi, conferenze, informazioni e azioni per promuovere:
a) il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche;
c) l’unità dei cattolici nel rapporto con i partiti di ispirazione cristiana e laica, aventi come riferimento l’Internazionale Democristiana;
d) la convergenza dei partiti di ispirazione cristiana e laica verso la costruzione della Sezione Italiana del Partito Popolare Europeo (PPE);
e) il sostegno di una nuova legge elettorale di carattere proporzionale per la formazione della rappresentanza parlamentare dei partiti, e tuttavia nell’ambito di condizioni che assicurino la governabilità di legislatura dei singoli Paesi e dell’Unione Europea. In subordine, qualora sia vigente una legge maggioritaria, il sostegno ad elezioni primarie, all’interno della coalizione dei partiti, per la individuazione del candidato unico della coalizione all’interno del collegio elettorale uninominale, o del partito della coalizione da presentare nel collegio proporzionale.
f) la promozione e la diffusione: 1) della democrazia e della tolleranza nell’ambito della laicità degli Stati; 2) dell’iniziativa economica privata e dell’intervento dello Stato nell’economia, in un corretto equilibrio che garantisca lo sviluppo dell’economia, il lavoro per tutti i cittadini; 3) della tutela delle condizioni fondamentali di vita e dignità umana di tutte le persone; 4) della pace internazionale sotto la guida dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite).
Art. 3. L’azione del Centro è svolta nel quadro dei principi e valori delle Costituzioni Italiana ed Europea e dell’ONU.
Art. 4) I soci concorrono con il loro contributo associativo, culturale ed economico alla vita del Centro Studi.
L’associazione attribuisce la qualifica di socio a tutti coloro che partecipano alla vita associativa , ne accettano lo Statuto e i Regolamenti recando con continuità il loro contributo. I soci rinnovano ogni anno la loro iscrizione , liberamente senza nessun vincolo. Il numero dei soci è illimitato e possono iscriversi tutte le persone, che ne fanno esplicita richiesta scritta al Consiglio Direttivo.
Sulla domanda di iscrizione e di adesione all’Associazione si pronuncia, previa verifica dell’esistenza dei requisiti indicati dallo Statuto e dai regolamenti, il Consiglio Direttivo.
I soci dovranno versare il contributo sociale annuale al momento della iscrizione al Centro Studi.
L’associato si considera dimissionario quando :
a) non ottemperi alle disposizioni del presente Statuto o alle delibere dell’Assemblea dei soci; b) il socio che in qualunque maniera arrechi danni morali e/o materiali al Centro Studi sarà passibile di espulsione. La decisione sarà presa dal Consiglio Direttivo a maggioranza assoluta;
c) non abbia provveduto al versamento della quota annuale.
Il socio può recedere in qualsiasi momento, tramite comunicazione di dimissioni al Consiglio Direttivo.
I soci che compongono l’associazione si distinguono in: SOCI FONDATORI, coloro i quali si sono riuniti per la prima volta per dare origine all’associazione; SOCI EFFETTIVI, coloro i quali risultano regolarmente iscritti all’associazione e in regola col versamento della quota annuale; SOCI ONORARI, coloro i quali l’Assemblea dei Soci , su proposta del Consiglio Direttivo ha deliberato di considerare appartenenti al Centro Studi per motivi o meriti " speciali " ; esonerandoli dal pagamento della quota associativa annuale.
Art. 5) L’associazione è retta dai seguenti organi: a) l’Assemblea dei soci; b) il Consiglio Direttivo; c) il Presidente Onorario; c) Il Presidente.

ASSEMBLEA DEI SOCI
Art. 6) L’assemblea dei soci è organo deliberante del Centro Studi. L’assemblea si riunisce almeno una volta all’anno ed è convocata dal Presidente o su richiesta di almeno 1/3 dei soci effettivi.
Art.7) Le assemblee vengono convocate tramite comunicazioni del Presidente. Gli avvisi di convocazione delle assemblee devono avvenire con almeno 7 giorni di anticipo, specificando il luogo, la data e l’ora di convocazione, comunicando anche l’ordine del giorno dei lavori.
L’assemblea è valida in prima e unica convocazione con almeno 5 membri. A tale scopo ogni socio dispone di un voto che può essere delegato.
Ciascun socio può rappresentare, tramite delega, solo un socio.
Art. 8) L’assemblea riunita elegge, a maggioranza, un Presidente della riunione, al quale è demandato il controllo del regolare svolgimento dei lavori, la verifica dell’approvazione o il rifiuto delle mozioni presentate e la stesura di apposito verbale.
Art. 9a ) L’assemblea a maggioranza semplice ( metà dei presenti più uno ) :
- approva il bilancio preventivo e consuntivo;
- discute e approva i programmi di massima delle attività della associazione ;
- designa i soci cui affidare lo svolgimento di particolari attività in seno al Centro Studi;
- fissa la quota associativa annuale;
- elegge ad ogni scadenza o in caso di dimissioni il Presidente e i membri del Consiglio Direttivo;
- delibera su ogni argomento di ordinaria amministrazione che non compete al Consiglio Direttivo .
9b ) Inoltre, con la presenza dei 3/4 degli aventi diritto al voto e l’approvazione di almeno la metà dei presenti, delibera su ogni questione istituzionale, normativa e patrimoniale inerente la vita del Centro Studi ; delibera le modifiche da apportare allo Statuto.
9c) delibera la liquidazione o lo scioglimento del Centro Studi con il voto favorevole espresso di almeno i 3/4 dei soci aventi diritto al voto.
Art. 10) Hanno diritto di partecipazione alle assemblee tutti i soci iscritti, aventi almeno un mese di iscrizione.

CONSIGLIO DIRETTIVO e PRESIDENTE
Art 11) Il Consiglio Direttivo è composto dai soci fondatori, dal Presidente e da 3 membri eletti dall’Assemblea dei soci. Qualora dimissionario o non partecipante alle riunioni per un anno senza giusta motivazione, il socio fondatore può essere dichiarato decaduto ed al suo posto subentra il primo dei non eletti.
Art. 12) I membri eletti durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Il Consiglio Direttivo elegge nel suo seno il Presidente ed il Segretario Verbalizzante e Tesoriere. Il Consiglio può attribuire compiti specifici a membri del Consiglio e nomina un VicePresidente col compito di sostituire il Presidente in caso di impedimento, e comunque di convocare lassemblea per la nomina del nuovo Presidente in caso di impedimento permanente.
Art. 13) I compiti del Consiglio direttivo sono :
a) deliberare sui programmi di attività annuale sulla base degli indirizzi dati dall’assemblea ; b) controllare i bilanci preventivi e consuntivi e proporre la quota associativa annuale;
c) approva l’iscrizione dei soci ;
d) predisporre l’ordine del giorno per l’assemblea generale e dare esecuzioni alle delibere di quest’ultima;
e) assegnare i compiti ai suoi membri ;
Art. 14) Il Consiglio direttivo si riunisce su convocazione del Presidente ogni qualvolta che quest’ultimo lo ritenga necessario o quando sia richiesto da almeno tre membri del Consiglio stesso. La riunione è valida se sono presenti almeno 3 membri.
Art. 15) Il Presidente ha la legale rappresentanza, quindi non sarà investito della rappresentanza dei singoli associati, ma rappresenterà l’associazione stessa come organo necessario nei rapporti con gli associati e con terzi. Il Presidente può compiere atti di ordinaria amministrazione; gli atti compiuti oltre tali limiti non sono riferibili agli associati e debbono quindi considerarsi non suscettibili di produrre qualsiasi effetto nei loro confronti.
La funzione di Presidente Onorario sarà attribuita dall’Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo, a personalità di alto prestigio morale.
La responsabilità del Presidente che abbia agito in nome e per conto del Centro Studi continua anche dopo la cessazione dell’incarico e può essere convenuta in giudizio in via principale e diretta , senza che sia necessario escutere in precedenza il patrimonio comune.
Il Presidente ed il Vice durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Il Presidente è responsabile dell’attuazione degli scopi del Centro Studi. Stipula eventuali contratti e firma la corrispondenza dispositiva che impegna comunque il Centro Studi. Garantisce il rispetto delle norme statutarie.
Art. 16) Il Vice Presidente coadiuva correntemente il Presidente. In particolare ha i seguenti compiti : provvede al tesseramento e all’aggiornamento del libro dei soci ; cura la stesura dei verbali.
Art. 17) Il Tesoriere del Centro Studi ha i seguenti compiti:
- predisporre lo schema del bilancio preventivo e consultivo che il Presidente propone all’esame dell’assemblea ;
- aggiorna i libri e i documenti contabili e fiscali in uso;
- cura la registrazione delle entrate e il pagamento delle spese autorizzate;
- è responsabile del libro cassa e di tutti i documenti che specificatamente riguardano il servizio affidatogli ;
Art. 18) Per quanto riguarda cose non previste dal presente statuto, valgono le norme del Codice Civile e le leggi in materia. Per tutte le norme non previste dalle leggi e dallo statuto valgono le decisioni prese dall’assemblea a maggioranza assoluta dei partecipanti.
Art. 19) con la sottoscrizione del presente statuto se ne accettano tutti i suoi punti da parte dei sottoscritti stessi. Lo stesso vale per i nuovi iscritti per il fatto di essere ammessi all’associazione, previa lettura dello Statuto e dei Regolamenti.
Art. 20) L’associazione è impegnata a collegarsi con tutti gli altri centri o enti con uguali finalità culturali e politiche.
Art. 21) Al finanziamento delle attività dell’Associazione si provvede con le quote di iscrizione o di adesione, con oblazioni o donazioni volontarie, con sottoscrizioni o attività organizzative e negoziali, con gli apporti patrimoniali e finanziari di cui l’Associazione è titolare o può divenirlo.
Art.22) Il Centro diffonde le proprie posizioni culturali e politiche su un giornale elettronico da costituire.
Art.23) Il Centro assume come proprio logo Giovanna d’Arco*, in cui si ipotizza abbia la visione dell’Unione Europea, fondata su radici cristiane, idealmente simbolizzate dalla croce.
Bologna 9 giugno 2005


*) Giovanna d'Arco (Domrémy 1412 - Rouen 1431), eroina nazionale e santa protettrice della Francia, riunificò il paese e contribuì a risollevarne le sorti durante la guerra dei Cent'anni.
Figlia di contadini, a tredici anni Giovanna cominciò a sentire voci celesti, talvolta accompagnate da visioni dell'arcangelo Michele, di santa Caterina e di santa Margherita. Agli inizi del 1429, quando gli inglesi avevano quasi occupato la città di Orléans, le "voci" la esortarono a correre in aiuto del Delfino, il futuro Carlo VII, re di Francia, temporaneamente estromesso dalla successione al trono a favore dei sovrani inglesi. Giovanna gli si presentò come inviata da Dio con la missione di salvare la Francia e, dopo essere stata interrogata da un gruppo di teologi che si convinsero della sua buona fede, riuscì a farsi affidare il comando di un esercito. In abiti da soldato e impugnando una bandiera bianca su cui era raffigurato Dio nell'atto di benedire il fiordaliso, lo stemma reale francese, Giovanna – soprannominata la Pulzella d'Orléans – riportò una clamorosa vittoria sugli inglesi.
Sebbene Giovanna avesse riunificato la Francia sotto il regno di Carlo, mettendo fine alle pretese egemoniche inglesi, lo stesso Carlo si oppose ad altre campagne contro il nemico. Fu quindi senza l'aiuto del re che Giovanna, nel 1430, condusse un'operazione militare contro gli inglesi a Compiègne, vicino a Parigi. Durante quella missione venne catturata dai borgognoni, che la vendettero ai loro alleati inglesi, senza che Carlo VII intervenisse in suo soccorso. Condotta a Rouen davanti a un tribunale ecclesiastico, le venne intentato un processo per eresia e stregoneria. Dopo quattordici mesi d'interrogatorio, Giovanna fu accusata di atti illeciti per aver indossato abiti maschili nonché di eresia per aver creduto di poter rendere conto direttamente a Dio invece che alla Chiesa cattolica romana. Condannata a morte, salì al rogo il 30 maggio. Venticinque anni dopo la sua morte, la Chiesa riaprì l'inchiesta e Giovanna fu riconosciuta innocente. Nel 1920 papa Benedetto XV la proclamò santa.
Alla figura di Giovanna d'Arco si ispirarono numerosi artisti e scrittori: Friedrich von Schiller nella Pulzella d'Orléans (1801); Charles Péguy in Giovanna d'Arco (1897) e Il mistero della carità di Giovanna d'Arco (1910); George Bernard Shaw in Santa Giovanna (1923); Jean Anouilh in L'allodola (1953). Il compositore francese Arthur Honegger le dedicò l'oratorio Giovanna d'Arco al rogo, eseguito per la prima volta nel 1938. Nel cinema Giovanna d'Arco è stata celebrata da registi quali Dreyer, Rossellini, Bresson e Rivette. (FONTE: Enciclopedia Encarta).

 

       Anno 2010       Direttore Responsabile: Prof. Nino Luciani  

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