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Il 15 gennaio 2018 la causa di "Cerenza contro Luciani" per fare annullare l'assemblea dei soci della DC storica, in cui Fontana era stato nominato il Presidente.

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Centro studi per l'
.IMPEGNO Politico dei CATTOLICI

Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7

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NINO LUCIANI, Direttore responsabile*
Tel  347 9470152 - E-mail : nino.luciani@alice.it, -

  * Professore Ordinario di Scienza delle Finanze, Università di Bologna

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Nino Luciani
http://scritti scelti

Comité de Patronage: Basile Michele, Bassoli Alberto, Catena Raffaele, Cavina Maria Vittoria, Crespi Adua, Luciani Nino,
Marchetti Leonardo, Musghi Pierluigi , Pacioni Otello, Preziosi Michele, Pulvirenti Antonino, Ricci Vincenzo

EDIZIONI  2017a indice)

COMUNICATI

DISCUSSIONE

STATUTI DC

ATTUALITA'

Decreto Tribunale Civile di Roma
convoca Assemblea dei soci DC,
che elegge Fontana G. Presidente

Renzo Gubert interviene con LETTERA  su RESOCONTO della Assemblea soci DC del 16 dic. 2017

Atto costitutivo del 1945
e Statuto vigente del 1984.

Testi originali

Domanda del giorno: si potrà usare il simbolo scudo crociato-libertas
nelle elezioni comunali 11 giugno ?

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partito di soli cattolici ?

codice etico

  scudo    

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FORUM 1

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Renzo Gubert

ASSEMBLEA DEI SOCI DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA6 dicembre 2017 a Roma

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VERSO LA PARTECIPAZIONE ALLE ELEZIONI.

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E VERSO IL CONGRESSO DEL 18 GENNAIO 2018

RESOCONTO DI RENZO GUBERT

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CARO PROF. LUCIANI

dal sito DC e dal tuo resoconto noto che Cugliari (verbalista su incarico del presidente di Assemblea Renato Grassi) accusa di falso quanto da te dichiarato in merito all'accoglimento della proposta di Fontana di nominare Alessi vice-presidente della DC, spiegandolo con la tua assenza dalla sala dell'Assemblea nel momento nel quale Alessi avrebbe cambiato opinione. Devo dire che, pur essendo stato sempre presente, pure io apprendo da Cugliari quanto egli riferisce, come pure delle ragioni che avrebbero, a suo dire, indotto Alessi a non accettare in un primo momento la proposta di Fontana. Ricordo invece che Alessi giustificò la sua non accettazione con ragioni attinenti alla sua sicurezza personale, in relazione a passate misure di tutela a seguito della sua azione antimafia.  Bene comunque che Alessi abbia poi accettato la proposta, poco importa quando e come, anche per il suo profilo e per il ruolo che suo padre ebbe nel fondare la DC.

   Permettimi di dirti che nel  tuo resoconto hai un po' forzato l'interpretazione di quanto chiedeva la mozione Alessi circa il simbolo scudo-crociato; anche la mozione Alessi voleva, come noi, un'unica lista con scudocrociato che raccogliesse coloro che si richiamano alla tradizione della DC, solo che non riteneva utile entrare in conflitto con l'UDC per l'uso del simbolo, dato che l'UDC dovrebbe partecipare dell'unica lista e che in futuro intenderebbe contribuire a ricostruire la DC assieme a noi e ad altri. Fa bene la DC a rivendicare il proprio simbolo storico, usato prima dai CDU e poi dall'UDC, ma la questione diventa assai meno rilevante (per non dire irrilevante) se si profila un progetto comune. Il problema si porrebbe se l'UDC dovesse separare il suo progetto dal nostro.

  Circa le tre mozioni, non poste al voto di comune accordo su proposta di Fontana, più che ritirate, sono state consegnate ai proponenti e a Fontana per trovare un punto di accordo e il lavoro su questo ha avuto luogo a fine Assemblea. Con Fontana, Azzaro-Fabbrini, Alessi, e il sottoscritto che, in tua assenza, ha rappresentato la seconda mozione della quale sei stato il principale artefice, assieme ad altri interessati, si è discusso e, prima di lasciare la riunione da parte mia c'è stato consenso condiviso sulla  parte che invitava la DC a prendere contatti per un accordo con l'UDC, il nCDU e altre formazioni di tradizione democratico-cristiana per un'unica lista scudo-crociata. L'incontro organizzato per domani pomeriggio 20 dicembre da Ettore Bonalberti in casa UDC tra DC (rappresentata su delega di Fontana da Bonalberti) e tali formazioni rappresenta quindi un'iniziativa condivisa da tutti. Semmai il problema del cosa fare si porrà se l'accordo non si trovasse, anche se il fatto che Fontana abbia detto in Assemblea che il punto d'incontro tra le prime due mozioni (Alessi  e Luciani), molto vicine, e la terza (Azzaro) si potesse rinvenire nell'aprire le porte a un coinvolgimento di associazioni e movimenti cattolici, (come chiedeva la terza) fa intravedere come una via d'uscita comune si possa e si voglia trovare.

   Il fatto che i due vicepresidenti, Alessi e Carmagnola concordino sulle prospettive politiche e che Fontana, in viaggio all'estero, si sia fatto rappresentare nell'incontro con le formazioni di tradizione DC da Bonalberti, primo firmatario della nostra mozione, dopo che aveva anche espresso apprezzamento per la nostra mozione fa. a mio avviso, dire che un passo in avanti è stato fatto anche sulla linea politica. Oso quindi sperare che tu possa rivedere la tua posizione di annunciato disimpegno per le elezioni, tenendo anche conto dell'importante ruolo che Fontana ti ha proposto a ricoprire,  approvato dall'Assemblea, di responsabile della Commissione   istruttoria per la revisione dello Statuto e per il regolamento congressuale. Nessuno meglio di te sarà custode della legalità delle norme e delle procedure che ci porteranno a una revisione dello Statuto e al Congresso, onde evitare errori come quelli commessi nel 2012.

     Lieto se vorrai integrare con questa mia nota il tuo resoconto.

     Cordiali saluti e auguri di buon Natale!

                                                                                     Renzo Gubert

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In margine al Convegno di Camaldoli

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LETTERA di IANNATTONE
AL DOTTOR LUCIANI

OGGETTO: Lettere GRASSI – BONALBERTI

 

Per fortuna sono riuscito a parlare con lei a Camaldoli per qualche istante, poco prima del pranzo, ho potuto conoscerla da vicino.

La situazione mi pare molto ingarbugliata, purtroppo non mi hanno fatto parlare per motivi legati ai tempi, ma se lo avessi potuto fare questo vi avrei detto.

"La prima parte dell'intervento di Bonalberti sulle analisi delle cause della situazione odierna e di quella relativa all'epilogo della DC erano semplicemente molto ben impostate, la seconda parte invece quella della prassi ed della operatività invece una tragedia, completamente scollegata alla realtà anche solo quella da lui stesso precedentemente descritta."

"La prima cosa che si deve fare è quella di stare lontano i km dalle elezioni politiche prossime, saranno una tragedia per i vincitori, saranno un dramma per gli sconfitti".

"Due posti da deputato sono un insulto alla DC di allora, ma soprattutto a quella di oggi, non certo per il numero, ma perché ciò rappresenterebbe la sua seconda fine, sarebbe il nostro nulla osta ad una repubblica che non è più ne RES ne tantomeno PUBBLICA, non è più niente, e così come è non potrà mai più rispondere alle piene e vere esigenze della dignità dell'uomo".

"Il compito e il ruolo della DC deve essere quello di Padre della Patria vecchia, per costruire la Patria nuova, per fare divenire qualcuno Figlio idoneo alla rivoluzione pacifica per l'avvento del nuovo mondo, quello che al momento intravediamo all'orizzonte" .

"Altrimenti la lezione del Codice di Camaldoli e dei suoi estensori è semplicemente calpestata".

"Quindi, o si trova una mediazione tra ciò che molti hanno detto di buono, o altrimenti questa DC finisce molto prima di quella nostra".

"Fontana può fare molto, solo se non pensa alle elezioni politiche, Bonalberti può fare molto solo se pensa a rovesciare questo stato delle cose e non a sostenerle anche contro il suo volere".

Concludo come ho iniziato, per fortuna che ho parlato qualche istante con lei, perché lei mi è sembrata una persona diversa da costoro, si attivi per non cadere nel trappolone delle seggiole e delle poltroncine, meglio quelle del cinema.

Invece pensiamo a come si può governare processi futuri, perché questa attuale realtà ci insegna che non si ha più bisogno della politica, che le cose importanti si decidono fuori dall'assise democratica. E ciò non fa parte della nostra coscienza.

   Aspetto sue notizie e se vuole posso darle anche una mano.

Carlo Iannattone

Credo che anche il Prof. Fabbrini possa essere di aiuto, ma solo dopo che lei ci rassicura che queste follie si stanno fermando.

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LETTERA dell'Ing. AMMATURO
A GIANNI FONTANA PRESIDENTE DC
( ELETTO DALL’ASSEMBLEA DEI SOCI )

OGGETTO: Lettere GRASSI – BONALBERTI

In riferimento all’oggetto, e non avendo avuto esito le richieste da me a suo tempo avanzate, personalmente e per e-mail, mi permetto di formulare le seguenti osservazioni:

-         Verificare che esiste chi propone, ancora una volta, ricorso contro la ricostituzione della DC è semplicemente stomachevole per chi, alla base, coltiva in sé il desiderio unito alla convinzione che la DC, con i suoi valori, possa costituire un riferimento per la Politica Italiana.

-         Verificare che vi sono, sparsi per l’Italia, soggetti che si sentono depositari del diritto di parlare in nome e per conto della DC è avvilente!

-         Constatare che l’assemblea, legittimamente convocata, non è servita ad accelerare il processo rifondativo è umiliante per quanti hanno creduto e partecipato;

-         Tanti amici sono stati chiamati a costituire una sorta di direttivo nazionale, non si sa bene con quali compiti, affidati da chi e con quale legittimazione a procedere;

-         Gli amici Grassi e Bonalberti, che ringrazio per la loro personale partecipazione continuano a disquisire e non so con quale autorità o autorevolezza ( l’autorità va conferita da chi ne detiene il potere, cosa non possibile in questa fase ); comunque ben venga qualunque forma di volontariato!

Caro Presidente, credo che il tuo mandato sia preciso, ricostituire la DC e nel più breve tempo possibile.

Il riferimento per fare questo, per evitare ricorsi, più o meno interessati, non può che essere il Codice Civile  che è la norma di riferimento di ogni Statuto, e l’Assemblea dei Soci!

Ogni altra proposta, anche proveniente da parte di autorevoli amici, siano comitati civici, sezioni, movimenti spontanei, o altro, è inutile e dannosa.

Nella Società Civile vi è tanta Gente che aspetta di avere un messaggio chiaro ed una chiamata per la rifondazione della DC ed è pronta ad impegnarsi solo per questo e non per altro!

Il resto serve solo a riciclare vecchi notabili che sono quelli che hanno tradito e distrutto la DC e che oggi possono servire solo a dare una mano, se pentiti, ma non potranno tornare da protagonisti perché la Gente non è stupida e sta seguendo attentamente questo processo.

Caro Presidente, bisogna puntare sulla Società Civile, nelle sue più variegate espressioni, e devi andare avanti velocemente parlando alla Gente e non ai vecchi rottami di una DC dissolta illegittimamente e nel silenzio totale di tanti codardi che fuggirono sotto i colpi della Magistratura; La Gente , questo, lo sa!!!

Non si tratta di creare le condizioni per trovare un collegio utile a qualcuno ma di ricostruire quel grande progetto politico a cui sottendeva l’impegno dei Cattolici Democratici.

Se non si fa questo i mass media ci sbraneranno e, sai, che lo hanno già fatto in occasione dell’Assemblea, sia pur molto blandamente.

Caro Presidente, la fiducia da sempre riposta in Te non può essere mal corrisposta, vai avanti e chiedici qualunque cosa, noi ti seguiremo.

Un abbraccio.

Francavilla Fontana  27/06/2017

                                             Ing. Mimmo Ammaturo

LE DUE LETTERE di Bonalberti e Grassi

LETTERA DI BONALBERTI

Oggetto: Proposta di comitato civico popolare della città metropolitana di Venezia

Cari amici

ho inviato agli amici DC della provincia di Venezia, la allegata mail per avviare il primo comitato civico popolare di cui allo oggetto.

Mi auguro possa costituire un primo esempio di modello organizzativo per la nuova DC che insieme a Gianni Fontana intendiamo sviluppare, partendo dal basso, con la sperimentazione di nuove forma di partecipazione piu' aperte alle attese dei nostri cittadini ed elettori. Il preoccupante astensionismo dal voto registrato da tempo ( ai ballottaggi ha votato meno del 50% della base elettorale) o si supera colmando il deficit di partecipazione politica o la nostra democrazia, gia' ridotta a poca cosa dalla dominanza dei poteri finanziari concentrati a livello mondiale nei gestori proprietari degli edge funds caucasici e USA ( Rothschild, JP Morgan, Morgan Stanley….) finirebbe con il dissolversi tootalmente.

Mi auguro che il tentativo trovi adesione tra i nostri vecchi e nuovi amici DC veneziani e che possiate anche voi tentare modelli sperimentali analoghi nelle vostre realtà  provinciali e regionali.

Un caro saluto

Ettore Bonalberti

LETTERA DI GRASSI

Oggetto: Proposta (di Bonalberti) di comitato civico popolare della citta'  metropolitana di Venezia

Caro Ettore,

mi sembra una buona idea. E' importante creare centri di aggregazione sul territorio, anche variamente  strutturati, che possano promuovere iniziative politiche , creare proselitismo , consenso elettorale e capacita' di interlocuzione con le istituzioni locali.

Diverso e' il problema congressuale DC , che volendo fare riferimento allo statuto    prevede tassativamente le assemblee provinciali e regionali per l'elezione dei delegati al congresso nazionale . Ovviamente questo percorso e' riferito alla volonta'   di ricostituire la D.C. storica e non altre forme associative,  pur ugualmente denominate ,  ritenute magari piu' idonee rispetto allo scenario politico ed elettorale che si va delineando.

Un caro saluto

Renato Grassi

 

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Precedente commento di Luciani

  Oggetto: Due lettere di GRASSI e BONALBERTI, apparentemente conviventi; in realta' nettamente contrapposte

    La lettera di Bonalberti vuole i "comitati civici" per arrivare a ricostruire la DC insieme con Fontana.

    La lettera di Grassi dice : puo' essere "una buona idea". Ma "tu non stai andando verso il congresso della DC" secondo lo statuto.

   Prima conclusione: questa lettera di Bonalberti è la prova del fondamento dell'accusa diretta di Luciani a Fontana: "Tu non stai eseguendo il mandato della assemblea dei soci della DC (del 25-26 feb. 2017) per fare la DC. Stai facendo altro...". E chi appoggia Fontana, ne è complice, e non sta agli accordi di Camaldoli.
 
Tra l'altro, la previsione iniziale era che la carica di Presidente dell'Assocazione dovesse scadere a giugno 2017, termine massimo entro il quale fare il congresso, dopo aver modificato lo Statuto. Invece, facendo slittare il congresso sine die, uno si auto-proroga.

   Seconda conclusione: Di fronte alla prova della deviazione di Fontana, può darsi che l'Assemblea dei soci si autoconvochi per domandare spiegazioni.

   Terza conclusione: Non e' escluso che quelli del ricorso per fare annullare l'assemblea dei soci (del 25-26 feb. 2017) abbiano gia' capito le cose, prima di me: e vogliano anzi salvare la DC ritirando il ricorso, ma dopo essersi assicurati di avere riportato Fontana sulla retta via (fare il congresso con un nuovo statuto, ammodernato tutti assieme).

  Cordiali saluti - NINO LUCIANI

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EDIZIONI  PRECEDENTI

In margine al Convegno di Camaldoli

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LETTERA di IANNATTONE
AL DOTTOR LUCIANI

OGGETTO: Lettere GRASSI – BONALBERTI

 

Per fortuna sono riuscito a parlare con lei a Camaldoli per qualche istante, poco prima del pranzo, ho potuto conoscerla da vicino.

La situazione mi pare molto ingarbugliata, purtroppo non mi hanno fatto parlare per motivi legati ai tempi, ma se lo avessi potuto fare questo vi avrei detto.

"La prima parte dell'intervento di Bonalberti sulle analisi delle cause della situazione odierna e di quella relativa all'epilogo della DC erano semplicemente molto ben impostate, la seconda parte invece quella della prassi ed della operatività invece una tragedia, completamente scollegata alla realtà anche solo quella da lui stesso precedentemente descritta."

"La prima cosa che si deve fare è quella di stare lontano i km dalle elezioni politiche prossime, saranno una tragedia per i vincitori, saranno un dramma per gli sconfitti".

"Due posti da deputato sono un insulto alla DC di allora, ma soprattutto a quella di oggi, non certo per il numero, ma perché ciò rappresenterebbe la sua seconda fine, sarebbe il nostro nulla osta ad una repubblica che non è più ne RES ne tantomeno PUBBLICA, non è più niente, e così come è non potrà mai più rispondere alle piene e vere esigenze della dignità dell'uomo".

"Il compito e il ruolo della DC deve essere quello di Padre della Patria vecchia, per costruire la Patria nuova, per fare divenire qualcuno Figlio idoneo alla rivoluzione pacifica per l'avvento del nuovo mondo, quello che al momento intravediamo all'orizzonte" .

"Altrimenti la lezione del Codice di Camaldoli e dei suoi estensori è semplicemente calpestata".

"Quindi, o si trova una mediazione tra ciò che molti hanno detto di buono, o altrimenti questa DC finisce molto prima di quella nostra".

"Fontana può fare molto, solo se non pensa alle elezioni politiche, Bonalberti può fare molto solo se pensa a rovesciare questo stato delle cose e non a sostenerle anche contro il suo volere".

Concludo come ho iniziato, per fortuna che ho parlato qualche istante con lei, perché lei mi è sembrata una persona diversa da costoro, si attivi per non cadere nel trappolone delle seggiole e delle poltroncine, meglio quelle del cinema.

Invece pensiamo a come si può governare processi futuri, perché questa attuale realtà ci insegna che non si ha più bisogno della politica, che le cose importanti si decidono fuori dall'assise democratica. E ciò non fa parte della nostra coscienza.

   Aspetto sue notizie e se vuole posso darle anche una mano.

Carlo Iannattone

Credo che anche il Prof. Fabbrini possa essere di aiuto, ma solo dopo che lei ci rassicura che queste follie si stanno fermando.

ammaturo.JPG (8851 byte)

LETTERA dell'Ing. AMMATURO
A GIANNI FONTANA PRESIDENTE DC
( ELETTO DALL’ASSEMBLEA DEI SOCI )

OGGETTO: Lettere GRASSI – BONALBERTI

In riferimento all’oggetto, e non avendo avuto esito le richieste da me a suo tempo avanzate, personalmente e per e-mail, mi permetto di formulare le seguenti osservazioni:

-         Verificare che esiste chi propone, ancora una volta, ricorso contro la ricostituzione della DC è semplicemente stomachevole per chi, alla base, coltiva in sé il desiderio unito alla convinzione che la DC, con i suoi valori, possa costituire un riferimento per la Politica Italiana.

-         Verificare che vi sono, sparsi per l’Italia, soggetti che si sentono depositari del diritto di parlare in nome e per conto della DC è avvilente!

-         Constatare che l’assemblea, legittimamente convocata, non è servita ad accelerare il processo rifondativo è umiliante per quanti hanno creduto e partecipato;

-         Tanti amici sono stati chiamati a costituire una sorta di direttivo nazionale, non si sa bene con quali compiti, affidati da chi e con quale legittimazione a procedere;

-         Gli amici Grassi e Bonalberti, che ringrazio per la loro personale partecipazione continuano a disquisire e non so con quale autorità o autorevolezza ( l’autorità va conferita da chi ne detiene il potere, cosa non possibile in questa fase ); comunque ben venga qualunque forma di volontariato!

Caro Presidente, credo che il tuo mandato sia preciso, ricostituire la DC e nel più breve tempo possibile.

Il riferimento per fare questo, per evitare ricorsi, più o meno interessati, non può che essere il Codice Civile  che è la norma di riferimento di ogni Statuto, e l’Assemblea dei Soci!

Ogni altra proposta, anche proveniente da parte di autorevoli amici, siano comitati civici, sezioni, movimenti spontanei, o altro, è inutile e dannosa.

Nella Società Civile vi è tanta Gente che aspetta di avere un messaggio chiaro ed una chiamata per la rifondazione della DC ed è pronta ad impegnarsi solo per questo e non per altro!

Il resto serve solo a riciclare vecchi notabili che sono quelli che hanno tradito e distrutto la DC e che oggi possono servire solo a dare una mano, se pentiti, ma non potranno tornare da protagonisti perché la Gente non è stupida e sta seguendo attentamente questo processo.

Caro Presidente, bisogna puntare sulla Società Civile, nelle sue più variegate espressioni, e devi andare avanti velocemente parlando alla Gente e non ai vecchi rottami di una DC dissolta illegittimamente e nel silenzio totale di tanti codardi che fuggirono sotto i colpi della Magistratura; La Gente , questo, lo sa!!!

Non si tratta di creare le condizioni per trovare un collegio utile a qualcuno ma di ricostruire quel grande progetto politico a cui sottendeva l’impegno dei Cattolici Democratici.

Se non si fa questo i mass media ci sbraneranno e, sai, che lo hanno già fatto in occasione dell’Assemblea, sia pur molto blandamente.

Caro Presidente, la fiducia da sempre riposta in Te non può essere mal corrisposta, vai avanti e chiedici qualunque cosa, noi ti seguiremo.

Un abbraccio.

Francavilla Fontana  27/06/2017

                                             Ing. Mimmo Ammaturo

 

 

 

LE DUE LETTERE di Bonalberti e Grassi

LETTERA DI BONALBERTI

Oggetto: Proposta di comitato civico popolare della città metropolitana di Venezia

Cari amici

ho inviato agli amici DC della provincia di Venezia, la allegata mail per avviare il primo comitato civico popolare di cui allo oggetto.

Mi auguro possa costituire un primo esempio di modello organizzativo per la nuova DC che insieme a Gianni Fontana intendiamo sviluppare, partendo dal basso, con la sperimentazione di nuove forma di partecipazione piu' aperte alle attese dei nostri cittadini ed elettori. Il preoccupante astensionismo dal voto registrato da tempo ( ai ballottaggi ha votato meno del 50% della base elettorale) o si supera colmando il deficit di partecipazione politica o la nostra democrazia, gia' ridotta a poca cosa dalla dominanza dei poteri finanziari concentrati a livello mondiale nei gestori proprietari degli edge funds caucasici e USA ( Rothschild, JP Morgan, Morgan Stanley….) finirebbe con il dissolversi tootalmente.

Mi auguro che il tentativo trovi adesione tra i nostri vecchi e nuovi amici DC veneziani e che possiate anche voi tentare modelli sperimentali analoghi nelle vostre realtà  provinciali e regionali.

Un caro saluto

Ettore Bonalberti

LETTERA DI GRASSI

Oggetto: Proposta (di Bonalberti) di comitato civico popolare della citta'  metropolitana di Venezia

Caro Ettore,

mi sembra una buona idea. E' importante creare centri di aggregazione sul territorio, anche variamente  strutturati, che possano promuovere iniziative politiche , creare proselitismo , consenso elettorale e capacita' di interlocuzione con le istituzioni locali.

Diverso e' il problema congressuale DC , che volendo fare riferimento allo statuto    prevede tassativamente le assemblee provinciali e regionali per l'elezione dei delegati al congresso nazionale . Ovviamente questo percorso e' riferito alla volonta'   di ricostituire la D.C. storica e non altre forme associative,  pur ugualmente denominate ,  ritenute magari piu' idonee rispetto allo scenario politico ed elettorale che si va delineando.

Un caro saluto

Renato Grassi

 

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Precedente commento di Luciani

  Oggetto: Due lettere di GRASSI e BONALBERTI, apparentemente conviventi; in realta' nettamente contrapposte

    La lettera di Bonalberti vuole i "comitati civici" per arrivare a ricostruire la DC insieme con Fontana.

    La lettera di Grassi dice : puo' essere "una buona idea". Ma "tu non stai andando verso il congresso della DC" secondo lo statuto.

   Prima conclusione: questa lettera di Bonalberti è la prova del fondamento dell'accusa diretta di Luciani a Fontana: "Tu non stai eseguendo il mandato della assemblea dei soci della DC (del 25-26 feb. 2017) per fare la DC. Stai facendo altro...". E chi appoggia Fontana, ne è complice, e non sta agli accordi di Camaldoli.
 
Tra l'altro, la previsione iniziale era che la carica di Presidente dell'Assocazione dovesse scadere a giugno 2017, termine massimo entro il quale fare il congresso, dopo aver modificato lo Statuto. Invece, facendo slittare il congresso sine die, uno si auto-proroga.

   Seconda conclusione: Di fronte alla prova della deviazione di Fontana, può darsi che l'Assemblea dei soci si autoconvochi per domandare spiegazioni.

   Terza conclusione: Non e' escluso che quelli del ricorso per fare annullare l'assemblea dei soci (del 25-26 feb. 2017) abbiano gia' capito le cose, prima di me: e vogliano anzi salvare la DC ritirando il ricorso, ma dopo essersi assicurati di avere riportato Fontana sulla retta via (fare il congresso con un nuovo statuto, ammodernato tutti assieme).

  Cordiali saluti - NINO LUCIANI

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EDIZIONI PRECEDENTI

 

La DC che torna nella politica in Italia

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Nino Luciani, In cerca di un identikit per la DC

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La DC del 1948-76, o quella del 1977-94 ?
Poi,  il Papa non vuole un partito "SOLO" di cattolici
Clicca su: http://www.universitas.bo.it/FORUM5.htm#PARTITO

Anche un codice etico per il cristiano impegnato in politica
Clicca su: codice ; e su: appendice

 

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papa-bergoglio-furbetto - Copia.jpg (9815 byte)

 

Nota. Nel 2012 un Gruppo di docenti cattolici universitari aveva fatto un "codice etico del cristiano impegnato in politica", a prescindere dal partito di militanza. Ad esso si era pervenuti in un anno di lavoro, a seguito di un primo colloquio di uno del Gruppo con il Segretario generale della CEI, e poi di contatti con l'Ufficio della Pastorale sociale e del lavoro, che infinr  l'aveva girato a Galantino "senza rilievi".
  Ultimamente, in seguito al decreto di convocazione del tribunale, a cui sopra si accenna, il codice è stato presentato a Bologna da tre professori universitari (Nino Luciani, Antonino Giannone, Ezio Mesini) a un gruppo misto di 60 persone, metà filo DC, metà interessate a titolo personale.
  Questi sono  i link per trovare il codice, direzionato alle persone, come individui; e due appendici con l'ottica del sistema politico, di cui un "appello" dell'arcivescono CREPALDI di Trieste, Osservatorio del card.Twain.
  Qui sotto si trovano due commenti: uno sui codici etici in generale; uno sul possibile significato (per l'Italia) del ritorno di un partito DC.

 Nino Luciani, IN CERCA DI UN IDENTIKIT
PER UN RITORNO CON DIGNITA'

1.- Un partito di soli cattolici ? NO – Il papa ha detto no.
Sì, invece, ad un partito laico che unisca il più possibile i cattolici nello scenario politico italiano, e anche di non cattolici con gli stessi valori e programmi, e
quali garanti della laicità del partito.
Un partito liberale ? No.
Un partito socialista ? NO.
L’art. 1 dell’Atto costitutivo della DC (1945, tuttora vigente) dice: "DC, un partito con un programma di libertà e di giustizia sociale, ispirato ai principi cristiani".
Direi, con linguaggio più pragmatico: DC, un partito interclassista e di mediazione sociale, ispirato alla dottrina sociale della chiesa, ma non di soli cattolici, anzi benvenuti come garanti della laicità.

2. - Secondo la dottrina sociale della chiesa, nel campo temporale la posizione del cristiano impegnato in politica, nei confronti della gerarchia, non è diversa da quella del non cristiano nei confronti della gerarchia. C’è invece il diritto-dovere della gerarchia nel dare l’ispirazione cristiana, al cristiano. Vedi Diez Alegria, Università. Gregoriana. Clicca su: Diez Alegria, Pontificia Univerità Gregoriana.

3.- Quale elettorato naturale per un partito di cattolici ? Sia pur non di soli cattolici). Penso che debba essere un elettorato qualificato, da cercare in quella direzione, capace di far scaturire grandi statisti, del calibro della DC del 1948-1976..
Dovre
bbero cercare un rapporto ufficiale con la gerarchia cattolica ? Direi proprio di no, perché la Chiesa ragiona rivolta al mondo ultraterreno, e dunque su valori trascendenti.
Gesù aveva detto che chi è primo in questo mondo potrebbe risultare ultimo nel suo regno (regno di Dio). Dunque la Chiesa non è interlocutrice di un partito (sia esso di cattolici o non cattolici).
Lo storico Giorgio Galli (Storia della DC, 1943-93, ed. Kaos, Milano 2007, p. 32) racconta che:" fino a quando la Chiesa e le organizzazioni cattoliche (parrocchie…, NdR) non scelgono la DC (si era vicino al 1948, NdR), il partito non appare affatto radicato nella società, e la sua azione si limita a contatti vertice…" . ..Successivamente, con la partecipazione del mondo della cultura e della formazione … la DC diverrà anche "interclassista, capace di rivolgersi in modo credibile tanto alle masse, quanto alle élites culturali e al mondo imprenditoriale " (ib. p. 28).
A questo riguardo si deve considerare che la distinzione tra valori temporali e valori spirituali non è netta, ma v’è tutto un campo misto. Basti pensare al soccorso alle povertà, alla presenza delle istituzioni cattoliche nel sociale (scuole, sanità, varie forme di volontariato ) e più in generale al fatto che, nella tradizione italiana, le nostre parrocchie hanno sempre svolto anche compiti civili.
Dunque la riscoperta del dialogo con le parrocchie, oggi molto dimenticate, è la strada giusta per un partito di cattolici e di non cattolici. Anche perchè nel mondo dei non cattolici ci sono strutture che fanno le stesse cose che fanno le parrocchie.
Con le parrocchie ci sono le associazioni e movimenti che le collaborano.

4.- In questo scenario il codice etico, ispirato alla dottrina sociale della chiesa cattolica, diviene il linguaggio che permette al partito di cattolici di parlare con le istituzioni civili cattoliche.
E’ un linguaggio che parla di comportamenti morali e di etica. Questo passaggio ci porta a considerare che il cristiano impegnato in politica deve orientarsi al bene comune, sia pur in modo generico.Questo non significa proporre demolire lo Stato sociale ( la scuola pubblica, la sanità pubblica e quant’altro), ma il riconoscimento al volontariato sociale di una posizione costituzionale paritaria. Questo ... anche per motivi pratici. Infatti, la burocrazia pubblica è lo strumento fondamentale dello Stato, altamente benemerito, ma anche la causa di catastrofi in dati casi (causa lentezza) , di cui vediamo i limiti ogni giorno.

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5.- Sulle motivazioni individuali dei politici. I politici tutti (cattolici e non cattolici) non cercano spesso, come istinto naturale, il bene comune, ma quello personale. Non è un fatto solo italiano, ma universale verificato dalla Scuola di public choice, fondata dal premio Nobel (James Buchanan) e oggi accettata nel mondo.
Seconda questa Scuola, circa le motivazioni individuali, non v’è differenza tra "economia privata di mercato" ed "economia pubblica", nel senso che un privato fa produzione per il mercato, ma allo scopo di fare un profitto.
E, identicamente, un politico fa produzione di beni pubblici, ma allo scopo di fare un interesse personale. Questo "interesse" non è necessariamente illecito. Può essere una remunerazione, il piacere di servire il bene comune, il piacere dell’ambizione ( e questo c’è anche nel privato).
Rinvio al mio libro: Economia delle Scelte Pubbliche. Clicca su: http://amsacta.unibo.it/3417/1/scritti_scelti_luciani.pdf , pag. 346 e ss.
Per riportare le cose sulla retta via, che mette d’accordo il bene privato e il bene pubblico, servono dei meccanismi bilancianti:
- nel mercato il principale meccanismo è la concorrenza, altro è la regolamentazione dei monopoli…;
- nel campo pubblico il principale meccanismo è quello dell’alternanza tra i grandi partiti al governo, aspetto trattato nell’Appendice al codice etico (a cui rinvio), e del quale gli Stati Uniti d’America sono un esempio sotto gli occhi di tutti, sia pur con i suoi difetti.
  Su questo sfondo, penso sia inimmaginabile che la DC possa ripresentarsi al popolo italiano senza sottoppore a riesame la sua storia, in un pubblico convegno di storici, con una netta distinzione tra i due periodi: 1948-1975 e 1976-1994): rispettivamente quello dell'ascesa del Paese, e quello del declino e della stagnazione, dentro il quale ci troviamo tuttora

6.- Bene Comune. Il cosiddetto "bene comune" non consiste "nel fare bene a tutti" e questo parrebbe contraddittorio.
Nel campo pubblico ogni intervento, per sua natura, fa il bene di qualcuno, e il danno di un altro.
Si pensi ad un autobus a servizio di un quartiere. Se esso passa per la strada più vicina a te, probabilmente quella strada è la più lontana da altri di un'altra strada. La soluzione meno peggio è che l’autobus passi per la via in mezzo alle due.
Si pensi al finanziamento di una scuola. Ognuno paga in modo progressivo, rispetto al reddito. Probabilmente i ricchi (che pagano di più), mandano i figli in una scuola privata, mentre i poveri mandano i figli alla scuola pubblica, pagando meno del costo.
Alla fine si trova che il bene comune è realizzato se, nel complesso della società civile, i vantaggi superano i danni.
La valutazione la fa "un terzo", che nelle scelte pubbliche potrebbe essere un governo eletto, o forse un dittatore.
Ma se il governo pensa a prolungare la propria sopravvivenza (ossia ai propri vantaggi), forse alla fine si trova che egli potrebbe privilegiare i propri elettori.
Questo è davvero il bene comune ? Per una soluzione, rinvio ad un mio studio, a partire da un teorema di Vilfredo Pareto:
" E.d'Albergo, la Sienza delle Finanze e il problema di una regola di sicura decisione collettiva, a supporto del secondo teorema del benessere": http://amsacta.unibo.it/3417/1/scritti_scelti_luciani.pdf pag.668 e ss.

7.- Torniamo al codice etico. Questa conclusione ci riporta a considerare l’importanza dei meccanismi bilancianti anche nel campo pubblico, vale dire alla alternanza tra i grandi partiti al governo e soprattutto alla educazione individuale.
Questa ci riporta al discorso iniziale, proprio della dottrina della chiesa cattolica: dunque al codice etico, che parla alla persona.